ACQUE: REGIONE LOMBARDIA E NORMA SULLE GRANDI DERIVAZIONI
ACQUE: REGIONE LOMBARDIA E NORMA SULLE GRANDI DERIVAZIONI

Il Gruppo del Pd in Consiglio regionale della Lombardia ha approvato all’unanimità la norma in materia di grandi derivazioni ad uso idroelettrico, che riguarda in particolar modo il territorio della provincia di Sondrio.

 

Costanzo, che aveva proposto emendamenti migliorativi per la provincia di Sondrio, non passati, afferma che la norma è “un punto di partenza e non di arrivo e che molta strada dovrà essere ancora percorsa per il risultato sperato e atteso dalla Valtellina e dalla Valchiavenna. Per questo bisogna uscire dagli slogan e dai proclami strumentali della Lega che prometteva 100 milioni di euro all’anno per il territorio”.

 

Il consigliere regionale gira il coltello nella ferita: “Altro che federalismo idroelettrico, nel testo è chiaro che le competenze in materia idroelettrica rimangono alla Regione Lombardia e non alla Provincia di Sondrio, nonostante anni di proclami di trasferimento del demanio idrico alla Provincia e una proposta di legge votata all’unanimità a febbraio in consiglio provinciale e una depositata da me e Parolo in Consiglio regionale. Come sempre, di fronte alle difficoltà, chi in campagna elettorale prometteva il trasferimento delle competenze oggi dice che il tutto è superato da questa norma. Oggi chi può brindare sono i concessionari, come A2A, che senza nessuna competizione di mercato incassano una  “proroga” di cinque anni, con un versamento di un canone aggiuntivo, che li pone al riparo dalla concorrenza. Un bel Babbo Natale!”.

 

Come spiega Costanzo, “la norma parla di “prosecuzione volontaria” ma la sostanza non cambia; la verità è che le decisioni che contano rimangono alla Giunta regionale che incassa anche  il 50% dei canoni aggiuntivi. La Provincia dovrà effettuare una intesa con la Regione per il trasferimento del restante 50% dei canoni aggiuntivi. Quindi, un risultato non privo di difficoltà, perché la norma approvata interviene in materia di concorrenza del settore idroelettrico e rischia di essere soggetta a ricorsi”, (la Corte Costituzionale, con sentenza n. 1/2008 ha  chiarito che “non v’è dubbio che la disposizione, disciplinando l’espletamento delle gare ad evidenza pubblica, rientri nella materia della ‘tutela della concorrenza’ di competenza esclusivo dello Stato”.

Una norma che potrebbe essere oggetto di ricorsi che una società idroelettrica pare  abbia già preannunciato con una nota all’assessorato competente. “Il territorio, per brindare realmente al risultato, deve ancora aspettare l’applicazione complicata e difficile di una legge che prevede la costituzione di una Società patrimoniale, dove la Regione detiene le decisioni importanti, e l’affidamento diretto delle concessioni a società a partecipazione mista pubbliche e private partecipate dall’amministrazione provinciale”, sottolinea il consigliere Pd.


Data: 20/12/2010
 
27/12/2010, 16:12
IL COORDINAMENTO ACQUA PUBBLICA NON CI STA

In Lombardia il futuro dell’acqua ai privati

 

di Martina Simonini* 

 

Nonostante le azioni di mobilitazione dei cittadini attraverso email e presidi in corso dal mese di Novembre, la regione Lombardia ha approvato il Pdl 57 sul servizio idrico.  

Il 22 dicembre alle ore 17.00, dopo una seduta molto movimentata, le forze politiche della maggioranza (Pdl e Lega Nord) hanno dato il via libera al Pdl 57 con alcune piccole modifiche alla versione licenziata dalla Commissione VIII in data 25 novembre, sul quale c’era stata il parere favorevole dell’Anci. 

  

Nella fase finale della votazione tutte le forze della opposizione (PD-IDV-UDC-SEL) hanno abbandonato la sala denunciando la mancanza dell’urgenza di tale provvedimento e l’inadeguatezza della legge che affida di fatto l’acqua al mercato e alle multinazionali pronte ad entrare nella gestione dell’acqua in Italia. 

  

Questo provvedimento, afferma Rosario Lembo, presidente del Comitato Italiano contratto mondiale sull’acqua  fa si che :" la regione Lombardia si distingue ancora una volta per essere l’apripista dei modelli di privatizzazione dell’acqua proposti dal Governo nazionale con il decreto Ronchi, offrendo alle imprese multinazionali europee la possibilità di accaparrarsi le gestioni efficienti delle aziende pubbliche lombarde finora controllate dai comuni. In parallelo si è assistito ancora una volta alla farsa di una Lega, paladina delle difesa delle autonomie locali e dei beni dei territori, che accetta di espropriare i comuni della propria 

autonomia gestionale dei servizi idrici trasferendo le competenze alla provincia". 

  

Le forze della maggioranza hanno inoltre deliberatamente trascurato l’orientamento del Governo Nazionale e la richiesta delle altre Regioni di posticipare la soppressione degli AATO al 31/12/12011, come confermato dal decreto Mille Proroghe approvato nella stessa giornata dal governo. 

  

In merito al provvedimento i comitati dell’acqua avevano chiesto il rinvio della discussione in aula in attesa della definizione del quadro legislativo nazionale entro cui impostare norme regionali sulla gestione dell’acqua pubblica a seguito dello svolgimento dei referendum sull’acqua nella primavera del 2011. Il Coordinamento dei Comitati chiedeva inoltre alla regione l’avvio di una riflessione politica sulle modalità di organizzazione del servizio idrico integrato impostata sui bacini idrici e non sulla dimensione amministrativa provinciale e, tenuto conto della recente sentenza della Corte Costituzionale, la classificazione del servizio idrico come servizio pubblico locale di interesse generale, da organizzare su base regionale, provvedendone la gestione diretta a mezzo di Consorzi tra Comuni. 

Al fine di salvaguardare l’autonomia decisionale dei Comuni in merito alle modalità di affidamento del servizio idrico, il Coordinamento dei Comitati chiedeva l’accoglimento di un emendamento che consentisse la costituzione di un’Azienda speciale consortile in capo alla Provincia,in luogo della Azienda speciale,  la cui assemblea  composta da tutti i sindaci dell’ambito, costituisce l’organo sovrano per la delibera dell’affidamento del servizio, invece che delegare la medesima funzione ad un consiglio di amministrazione di 3 persone come previsto dell’art 48 del Pdl 57. Tale opzione avrebbe consentito di salvaguardare i requisiti previsti dalla legislazione vigente e da quella comunitaria per l’affidamento della gestione ad una società a totale capitale pubblico. 

“A questo punto”, dichiara Rosario Lembo  a nome dei comitati lombardi per la difesa dell’acqua pubblica: "per contrastare il nuovo quadro legislativo regionale che prevede solo lo strumento della gara per l’affidamento è necessario che i sindaci Lombardi recuperino l’entusiasmo e la volontà politica attivandosi in primo luogo per difendere  l’autonomia decisionale delle autorità d’ambito per tutto il 2011,in funzione della proroga nazionale. Secondariamente i consigli comunali devono recuperare lo spirito referendario che aveva portato 144 comuni lombardi alla modifica della precedente legge regionale sull’acqua che imponeva l’obbligo della messa a gara dei servizi idrici chiedendo una modifica del Pdl 57  e nel contempo sostenere la 

campagna referendaria dichiarandosi Comitati per il si”. 

 

*Coordinamento Regionale Acqua Pubblica 

cristina culanti


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27/10/2021

23/12/2010, 11:30
Più soldi alla Provincia di Sondrio

L’incremento è del 32,827%: i sovracanoni, destinati a Provincia e Comuni, infatti, sono passati da 5.27 euro al kw a 7 euro, mentre quelli destinati al Bim da 21,08 euro a 28. 

In questi giorni, quindi, iniziano ad affluire nelle casse dei Comuni rivieraschi, della Provincia e del Bim le somme derivanti dall’aumento dei sovracanoni, aumento imposto dall’Articolo 15 della Finanziaria approvato lo scorso 30 luglio e ripreso dalle recentissima Legge Regionale sul rinnovo delle Grandi Concessioni dello scorso 20 dicembre.

 

La maggiorazione retroattiva scattata a partire da gennaio 2010 garantisce maggiori entrate agli Enti Locali interessati e se al Bim stanno arrivando dai Concessionari i 4 milioni di euro in più all’anno, a 25 dei 45 Comuni rivieraschi sono già stati pagati complessivamente 367.478,00 euro dei 730.031,49 previsti. 

Palazzo Muzio ha già incassato 144.034,98 euro dei 240.000,00 conteggiati ed è grande la soddisfazione del presidente Massimo Sertori:  “Questi sono fatti concreti, queste sono risorse sulle quali prima la nostra terra non poteva contare, sono soldi che per altro arrivano in un momento di grande difficoltà vista la situazione economica globale". 

"Questi trasferimenti sono solo l’antipasto di ciò che nella sua visione articolata implica la nuova Legge Regionale", la conclusione del presidente della Provincia di Sondrio, che tiene a sottolineare un altro fatto: "L’importanza del risultato raggiunto dal 30 luglio 2010, data dell’approvazione dell’Articolo 15 della Finanziaria, al 20 dicembre con la Legge Regionale sulle Grandi Concessioni che, non solo riprende quanto stabilito dal noto Articolo rispetto all’aumento dei sovracanoni, ma rispetto al principio di compartecipazione nella gestione degli impianti idroelettrici, va oltre la Legge Nazionale e questi dati sono la sintesi dell’applicazione più pura del cosiddetto Federalismo Fiscale.  

 

cristina culanti


Autore dal
27/10/2021

21/12/2010, 11:31
LEGA NORD: ZINI RISPONDE A COSTANZO

“Almeno a Natale…. qualche Buon Proposito Costanzo!”

 

"Sono onorato di essere il Segretario provinciale di un partito, la Lega Nord, che, con i propri uomini, a cominciare dal mio Segretario Nazionale Giancarlo Giorgetti dal Presidente della Provincia Massimo Sertori, dal Deputato Jonni Crosio e colleghi Lega Nord di Camera e Senato, e dal Consigliere regionale Ugo Parolo, con questa Legge Regionale, hanno scritto una delle più importanti pagine delle storia futura di Valtellina e Valchiavenna oltre che delle altre province dell’Arco Alpino.

 

I cittadini potranno finalmente toccare con mano il vero significato della parola Federalismo.

 

Se, fino a ieri, le dighe e i loro guadagni erano dei grandi Concessionari, da domani, con questa Legge, il territorio e quindi i Comuni e la Provincia, saranno parte attiva nella gestione dell’acqua per la produzione di energia idroelettrica e quindi anche nella divisione degli utili da essa derivanti.

 

Avremo importantissime risorse che, tutti i cittadini, attraverso le Istituzioni, potranno impiegare per affrontare al meglio lo sviluppo della Valle e dunque la risoluzione di molti problemi: dalla viabilità, al miglioramento dei servizi che mettono a dura prova la vivibilità nelle nostre vallate.

 

In sintesi questa Legge farà sì che la nostra Provincia assomigli sempre di più a quelle a Statuto Autonomo di Trento e di Bolzano, modelli ai quali abbiamo sempre guardato con una certa invidia per le risorse che hanno a disposizione.

 

Tutto ciò che questa Legge mette nero su bianco si materializzerà già alla fine di quest’anno a cominciare dal trasferimento dei canoni aggiuntivi in attesa di quella che sarà la nuova Società di Gestione pubblico-privata.

 

Rilevo, inoltre, con molto piacere la fattiva collaborazione fra Provincia e Regione che fra l’altro condividono la stessa consonanza politica ma, non posso esimermi dal fare alcune considerazioni circa l’atteggiamento del Consigliere regionale del Pd Angelo Costanzo e le sue affermazioni….

 

Almeno a Natale Consigliere faccia qualche Buon proposito e vada a riprendere le sue promesse in campagna elettorale!

 

Sono passati sei mesi dalla sua elezione e sulla tanto criticata Legge Elettorale Regionale ancora nulla di fatto!

 

Era proprio Costanzo che in campagna elettorale prometteva lavoro e impegno per cambiare una Legge iniqua, quella stessa Legge che gli ha permesso di essere eletto in Consiglio Regionale pur avendo preso meno della metà dei voti di Roberto Baitieri e un quarto di quelli incassati da Ugo Parolo.

 

Una modifica che ora non sa più da fare Costanzo? Si è dimenticato che era il suo primo punto in agenda?"

cristina culanti


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27/10/2021

21/12/2010, 10:52
SERTORI: Realizzato ciò che si attendeva da anni

Ieri, lunedì 20 dicembre 2010, la Proposta di Legge sul Rinnovo delle Grandi Concessioni Idroelettriche è stata approvata dal Consiglio Regionale e questo cambierà il futuro di Valtellina e Valchiavenna così come di tutte le province dell’Arco Alpino.  

 

Soddisfatto il presidente della Provincia di Sondrio Massimo Sertori: “In un anno e sei mesi abbiamo realizzato ciò che Valtellina e Valchiavenna attendevano da oltre 30 anni la Provincia di Sondrio ha contribuito come non mai a cambiare il futuro di Valtellina e Valchiavenna oltre a quello di tutte le altre province lombarde". 

 

Non mancano i ringraziamenti: "Devo ringraziare l’ex Assessore, oggi consigliere regionale Ugo Parolo per il fondamentale contributo e per il duro lavoro svolto, così come il mio Segretario Nazionale  della Lega Nord Giancarlo Giorgetti il quale ha davvero messo la faccia come presidente della Commissione Bilancio della Camera quando, in occasione della costituzione del Comitato Istituzionale Acque il 14 dicembre dello scorso anno, ha garantito il proprio impegno davanti a tutto il territorio. Un impegno, quello di Giorgetti, mai venuto meno, sia in ambito politico sia istituzionale, in tutte le delicate e incerte fasi di quella che oggi festeggiamo come una bellissima vittoria. Un successo - conclude Sertori - al quale ha contribuito, soprattutto nelle ultime fasi, anche il valtellinese Roberto Baitieri, Delegato regionale per la Montagna”.  

 

Soddisfatto anche il consigliere regionale Ugo Parolo, che sottolinea come “alla fine di un cammino difficile che mi ha visto impegnato fianco a fianco al presidente della Provincia Massimo Sertori per circa due anni è giusto ringraziare tutti coloro che, di volta in volta e da posizioni diverse,  hanno contribuito al risultato: i cittadini, i sindaci, le associazioni di categoria e sindacali, i parlamentari con particolare riferimento all’On. Giancarlo Giorgetti, il  presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, il sottosegretario Paolo Alli e l’assessore Regionale all’Energia  Marcello Raimondi. Una legge che, secondo Parolo, "cambierà la vita dei valtellinesi e valchiavennaschi, ci piace immaginarla come la nuova copertina di un libro dentro il quale scriveremo un capitolo importante  della nostra storia: il capitolo che garantirà  il pieno riconoscimento del diritto naturale alla compartecipazione e alla gestione  delle proprie acque”. 

 

cristina culanti


Autore dal
27/10/2021