Bollettino n° 10
Bollettino n 10

INDICE DEL BOLLETTINO N. 10 - 2007

La donazione di Richelda a Sant’Agnese di Sondalo nel 1215
REMO BRACCHI
L’articolo analizza il più antico documento dell’Alta Valtellina: una pergamena risalente al 1215 che riporta la donazione di due appezzamenti di terreno da parte di Richelda di Domenico Battaglia alla chiesa di S. Agnese di Sondalo. Il Bracchi riconosce al prezioso documento l’inestimabile testimonianza storica; vi sono infatti riportati familiari e toponimi, ancora rintracciabili oggigiorno, che hanno goduto di una certa risonanza lungo i secoli.

n’antica fontana nella piazza di Bormio
REMO BRACCHI
«In mancanza di un’identificazione precisa della “fontana di quelli di San Giovanni” (più esatta questa dizione che quella della Martinelli), data l’avara laconicità del contesto in cui l’annotazione toponimica è inserita, non siamo più in grado di interpretare il dettato legislativo con maggiore precisione di dettagli, al fine di giungere a una ricostruzione meno ipotetica del tracciato percorso dall’acqua nel suo scorrimento dalla sorgente verso il paese. Allo stesso modo ci sfuggono i contorni della collocazione dell’abbeveratoio entro il tessuto urbano…»

“Nel difetto delle relative matrici…” - Per una storia del “Fondo pergamene” dell’Archivio notarile di Sondrio: Il versamento dalla Pretura di Bormio (1339-1634)
RITA PEZZOLA
«l titolo V dal Regolamento del notariato 17 giugno 1806 (“degli archivi”, art. 122-145) disciplinò in modo uniforme per tutto il Regno l’istituzione ed il funzionamento degli Archivi notarili. Tale articolo stabiliva che tutte le imbreviature dei notai locali fossero riunite, per una conservazione accentrata, in un unico Archivio istituito presso ciascun capoluogo di dipartimento. È quanto avvenne anche a Sondrio: infatti, con decreto del 6 ottobre 1807, il viceré Eugenio de Beauharnais vi istituì un Archivio notarile. A partire dall’aprile del 1808, presso questo Istituto iniziarono ad affluire imbreviature di notai da tutta la Valtellina e dai contadi di Bormio e Chiavenna: si trattava di una mole impressionante di scritture, frutto di cinque secoli di produzione documentaria…»

Locazione del forno di Fraele nel XVII secolo
ROSARIA GIACOMELLI e IVANA MOTTA
«Nel Contado di Bormio l’attività siderurgica ricoprì, a partire dalla fine del 1200 e per i sei secoli successivi, un ruolo di grande importanza nell’economia locale. I numerosissimi testi d’archivio ci consentono di seguirne con facilità le alterne fasi produttive e di ripercorrere idealmente l’avvicendarsi delle differenti aree di lavorazione. Ad occupare la parte centrale di questo lungo periodo, accogliendo importanti impianti, furono le vicine Val del Gallo e Val Fraele: un primo forno idoneo alla fusione del materiale ferroso, proveniente dai giacimenti della Cassa del Ferro, fu costruito oltre il valico di S. Giacomo tra il 1335 ed il 1354; con rare flessioni l’attività si prolungò sino al 1548, quando Vasino Muggi, detto Gratta, ottenne il permesso di edificare un nuovo opificio in località Presurazza, sotto il lago di Cornaccia.» 

Origini e vicende della ferriera di Premadio nel contesto dell’attività mineraria in Alta Valtellina
STEFANO ZAZZI
«Le notizie sulla fucina di Premadio sono piuttosto rare, ma dai documenti la sua sorte fu sempre strettamente legata a quella del forno di Fraele che rimase in attività fino al primo Ottocento.Sul finire del Settecento, al tramonto del dominio grigione nel bormiese, gli opifici incontrano un periodo difficile che ne determina il degrado.Nel 1807 si riconsidera il ripristino dei manufatti, per iniziativa di Giuseppe Pola, piemontese…»

Bormio di fine XIX secolo: molti progetti edilizi per una sola e contenuta realizzazione
LORENZA FUMAGALLI
«A cavallo fra la fine del  XIX e l’inizio del XX secolo, il comune Bormio pensava al rinnovamento dei propri immobili istituzionali a partire dalle scuole elementari, anche sede dei vigili del fuoco, per giungere al municipio e alla latteria.»

Norme di sanità e polizia ai Bagni di Bormio nell’800
ANNA LANFRANCHI
«Il presente studio riguarda i Bagni di Bormio e si concentra soprattutto sui documenti del periodo ottocentesco conservati nell’Archivio del Comune di Bormio, oggetto di un recente lavoro di riordino, senza però rinunciare a qualche digressione sei-settecentesca che si è resa indispensabile per dare un quadro più completo del tema trattato. Letti con i nostri occhi smaliziati, alcuni contenuti di questo articolo potranno farci sorridere, potremo considerarli demodè, antiquati, persino un po’ bigotti, potremo ironizzare su certe intransigenze e su certi moralismi, ma non dimentichiamo che essi erano sempre ispirati dal senso civico, dall’etica coeva, dal formalismo, in un’epoca in cui il contegno, la rispettabilità e la costumatezza rappresentavano una dote altrettanto soppesata che quella nuziale…»

Luigi Torelli e la Strada dello Stelvio (1860)
PIERLUIGI PIANO
«Tra gli atti conservati nell’Archivio della Prefettura di Sondrio, versato presso l’Archivio di Stato di Sondrio, al Titolo: Acque e Strade, nella cart. 291, si è rinvenuto tra la documentazione un breve carteggio del marzo del 1860 tra Luigi Torelli (1810 – 1887), primo Governatore Generale della Provincia di Sondrio all’indomani della seconda guerra d’indipendenza, e Stefano Jacini, allora Ministro dei lavori pubblici, sulla opportunità o meno di mantenere aperta la Strada dello Stelvio, progettata e realizzata quale strada militare dall’ing. Carlo Donegani negli anni 1820-25…»

La relazione del 1925 della commissione esecutiva del comitato per il traforo dello Stelvio
DAVIDE DEI CAS
«Con scadenze periodiche, ormai da decenni, viene avanzata l’ipotesi del Traforo dello Stelvio quale anello fondamentale di una più funzionale e moderna viabilità – prima soprattutto commerciale ora con valenza “più turistica” – fra l’Italia e l’Europa. Tale progetto – riproposto anche ultimamente – “parte da lontano”…»

Minatori di Sondalo: i figli del vento
GISI SCHENA
«… in tanti, troppi hanno pagato con la vita gli infortuni in galleria, hanno subito incidenti lungo i viaggi, si sono ammalati della temutissima silicosi; non esiste famiglia frontalasca che non sia stata toccata da lutti e guai di questo genere. Oggi lo sviluppo tecnologico e l’antiinfortunistica hanno reso più sicuro questo tipo di lavoro. I turni sono sempre faticosi, ma meno massacranti di un tempo. E così sono ancora in tanti a lavorare in miniera perché, evidentemente, al mal de la mìna non si fugge…»

Soprannomi di famiglia e di persona in Valfurva
ELIO BERTOLINA
«Questa ricerca è stata ideata per documentare nelle voci dialettali originarie il “corpus” dei soprannomi di famiglia e di persona (localmente indicati come sc’cutùm e sornóm) presenti nella memoria orale della collettività della Valfurva, con il duplice scopo di conservare e al contempo far riscoprire un aspetto importante della cultura locale oggi a rischio di scomparsa per i profondi cambiamenti che da alcuni decenni hanno investito la realtà valligiana…» 

Maria al centro della devozione popolare negli affreschi tra ‘400 e ‘500 recentemente restaurati a Bormio e Sondalo
LORENA GIACOMELLI
«… si tratta di due affreschi risalenti agli anni a cavallo tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento. Le due opere sono accomunate oltre che dall’epoca d’esecuzione, dalla collocazione su edifici civili, dai tratti stilistici e dal soggetto mariano: Maria vi è infatti rappresentata come Vergine annunciata e come Madre col Bambino, in entrambi i casi affiancata da Santi, cui era tributata la venerazione dei nostri avi…»

Note sull’intervento di restauro conservativo degli affreschi su facciate di edifici storici in Bormio
MARCO ILLINI e ENRICA DE ROCCO
Una scheda sul restauro conservativo effettuato dagli autori su alcuni affreschi del centro di Bormio: la Madonna con S. Antonio Abate e S. Francesco in via S. Antonio a Combo, l’Annunciazione in via Morcelli e l’Annunciazione in via Longa.


Data: 14/07/2009