Fermare il sacco dell’alta Valtellina
Fermare il sacco dellalta Valtellina

Le incombenti elezioni rappresentano un passaggio decisivo per l’Alta Valle. Questo è un esempio, quasi da laboratorio, di un processo di degenerazione culturale politica economica di uno splendido territorio e di una comunità dalle civilissime tradizioni. Gli esagerati fondi pubblici, messi in moto dai mondiali, e impiegati in modo dissennato, hanno dato un grande slancio alle componenti deteriori e distruttive dell’Alta Valle. Attraverso il dominio occulto, ma non tanto, su amministratori pubblici deboli quando non corrotti e su funzionari pubblici asserviti, con la complicità degli organi superiori come la Regione, che dovrebbero vigilare perché certi scempi del territorio lombardo siano evitati, con la pratica assenza e, dunque, acquiescenza della funzione della giustizia, queste forze del male si sono impadronite della Magnifica Terra e ne stanno facendo scempio. E’ partito così un modello di crescita economica devastante che ha danneggiato e danneggia il territorio e la comunità a favore di pochi potenti interessi; è caduto il rispetto per la legalità e il merito; si sono impoverite le tradizioni culturali ed il tessuto civile; e, come conseguenza, si sono diffusi metodi inequivocabilmente mafiosi e che fanno sempre più somigliare l’Alta Valle alle valli lecchesi descritte dal Manzoni nei Promessi Sposi.

Questa spirale va fermata perché essa, al di là dell’apparente benessere, porta alla devastazione definitiva del territorio, delle menti e dei cuori dei cittadini, della cultura della comunità, e porta, quindi ad una cattiva vita, all’infelicità. In democrazia i cittadini hanno un’arma fondamentale per realizzare ciò: il voto. E’ necessario portare al Comune persone al di sopra di ogni sospetto, persone per bene, che amino il territorio, la sua cultura, le sue tradizioni, che siano sicuramente lontane dalla cosca che domina l’Alta Valle; che, al di là della correttezza personale, non siano, di fatto, portavoce degli interessi dei nemici dell’Alta Valle. Il voto certamente non basta: bisogna poi dar vita ad un’autentica partecipazione democratica alle vicende della comunità. Ognuno può  e deve portare il suo contributo. Ma gli ulteriori passaggi non possono avvenire senza passare attraverso un esercizio responsabile del voto che porti in Comune persone per bene, determinate, forti, che lavorino per la comunità ed il suo sviluppo integrale?

Recentemente la magistratura, dopo un lungo periodo di colpevole inerzia, ha ricominciato a fare il suo dovere ed ha chiamato al tavolo della responsabilità molte persone sospette di essere corresponsabili del sacco dell’Alta Valle. Questo è un evento importante e che riaccende la speranza,  ma non è possibile che l’argine alla distruzione sia rappresentato solo dalla magistratura. Questa interviene sempre e necessariamente solo a posteriori, quando i buoi sono scappati dalle stalle. E con l’aiuto dei tempi lunghi della giustizia da un lato e delle prescrizioni sempre più brevi dall’altro, l’impunità dei “bravi” e dei loro mandanti è quasi sicura. L’azione preziosa della magistratura deve essere integrata e rafforzata da un’azione preventiva che solo gli organi locali, stimolati da una vigile opinione pubblica, possono assicurare. Questa azione darà anche conforto e stimolo all’azione della magistratura che, rinfrancata dalla partecipazione della popolazione, potrà eventualmente alzare il tiro anche verso i veri “pupari” che non siedono in  Alta Valle ma a Milano.

Sarebbe bello parlare di progetti per il futuro, delle tante cose belle che si possono fare in Alta Valle nell’ambito di un modello di sviluppo più civile, equilibrato, sostenibile, che non spinga i giovani lontano, che non riduca gli anziani solo a ricordare i bei tempi andati, che valorizzi il territorio e le sue tradizioni e lo inserisca sempre di più in reti nazionali e internazionali di qualità.

Sono certo che altri parlerà anche della costruzione del futuro e di un presente più degno. Per questo sono felice di apprendere che è scesa in campo, con comunità bormina, una squadra di giovani decisi ad impegnarsi per il proprio territorio e per la dignità e la speranza dell’Alta Valle.

Ma per ora la parola d’ordine decisiva è:

Fermare il sacco dell’Alta Valle

Marco Vitale


Data: 04/05/2011