Nei boschi della Valposchiavo sono stati rinvenuti alcuni bocconi avvelenati e sembra che l’intento fosse quello di eliminare l’orso M13. Il podestà di Poschiavo Alessandro Della Vedova ha postato sulla sua pagina Facebook un commento eloquente, dove spiega la sua posizione...
"Leggendo i toni di alcuni commenti che circolano in rete sulla Valposchiavo e i suoi abitanti in merito al presunto tentato avvelenamento dell’orso M13, mi sento in dovere, con la dovuta pacatezza, di esprimere il mio pensiero a proposito.
Che l’atto sia deplorevole e da condannare «senza se e senza ma» è indiscutibile; da questo però a sostenere che nella nostra valle regni l’ignoranza, la vigliaccheria e l’ostilità mi sembra altrettanto intollerante rispetto all’atto che si vuole biasimare.
Rivendico quindi con orgoglio il mio essere Poschiavino, nonché la battaglia politica che sto conducendo non contro M13, bensì contro un concetto di gestione dell’orso troppo rigido, iniquo e sbilanciato a favore dell’orso stesso; un concetto che, paradossalmente, sta portando proprio all’opposto di quello che vorrebbe perseguire. I risultati, aldilà dei moralismi ed enunicati filosofici, idealmente ineccepibili, sono infatti sotto gli occhi di tutti: una situazione che, a torto o a ragione, esaspera una fetta non indifferente della gente locale da un lato e dall’altro penalizza una povera bestia che certamente non conduce una bella esistenza.
Se questo è il risultato della volontà di reintrodurre l’orso in Svizzera, allora non mi sembra si possa dire che sia un successo. E per favore - lo dico con il dovuto rispetto - mi si risparmi la filippica relativa al virtuosismo del Trentino-Alto Adige, perché andando a fondo alla questione, senza quindi lasciarsi impressionare dalle belle suggestioni e da quello che si vorrebbe credere, ci si rende conto che neanche là è tutto oro quel che luccica…"
(la foto dell'orso è di Cristina Fisler)