L’aggregazione è un processo di globalizzazione?
L’aggregazione  un processo di globalizzazione?

Per il Sindaco di Sondrio, l’aggregazione rientra in un processo di globalizzazione

Di Remo Valsecchi, cittadino

Interessante il commento del Sindaco di Sondrio, apparso nei giorni scorsi sulla stampa valtellinese. Finalmente un rappresentante delle istituzioni definisce con precisi contorni un’operazione che molti cittadini, io compreso, ha criticato e contestato.

“Nel contesto della globalizzazione, nel quale vediamo tante volte dinamiche molto lontane dalle comunità locali, si costruisce una realtà importante che conserverà la vicinanza ai cittadini”, afferma il Dottor Alcide Molteni, Sindaco di Sondrio.

Il mondo politico, finalmente, si è reso conto che la globalizzazione ha recato solo danni all’economia delle singole nazioni e, in particolare, a nazioni, come, la nostra con vecchie tradizioni e cultura industriale.

Chissà perché gli Stati Uniti, proprio in questi giorni, stanno realizzando un sistema di dazi sull’importazioni? È evidente, solo per contrastare una globalizzazione sempre più contraria agli interessi collettivi, dei lavoratori e dei territori. C’è sempre qualcuno controcorrente, vero Dott. Molteni?

Peraltro, richiamare la globalizzazione, in questo caso, è fuori luogo. Mi meraviglia l’enfasi del primo cittadino di Sondrio, capoluogo di una provincia che, da sempre, subisce la presenza di una società, A2A, che preleva risorse dal territorio valtellinese per portarle in altro luogo, città di Milano e Brescia, lasciando alla Valtellina solo danni ambientali.

Nel corso di un Forum, organizzato da A2A, nel 2016 in quel di Grosio, la stessa affermava che “Responsabilità sociale per A2A significa offrire un supporto attivo alle iniziative e ai progetti sul territorio, promuovere eventi sportivi e culturali e operare per il benessere della comunità”. Mi ricorda molto il “Panem et circenses” di Giovenale. Non crede il Sindaco di Sondrio, ma anche tutti i Sindaci delle cinque province coinvolte, che, dopo 2000 anni, i cittadini, più consapevoli, hanno altri bisogni oltre al cibo e agli eventi sportivi e culturali?

Assumere un ruolo politico istituzionale volontario, è un impegno a risolvere i bisogni dei cittadini e dei territori. I documenti programmatici, almeno, dicono questo. Purtroppo, le esigenze di cassa e di equilibrio di bilancio hanno spostato le funzioni dei Comuni dalla erogazione di servizi sociali alla ricerca di denaro e i Comuni diventano sempre più centri di gestione finanziaria. Ho assistito ai lavori di qualche Comune e sentire discutere di utili, dividendi, ebitda, economic value, enterprise value…… insomma, di mercati finanziari, mi ha provocato un blocco allo stomaco ma anche il terrore per un futuro sempre più buio.

Forse, il Dott. Molteni ritiene possibile conservare, anzi recuperare, la vicinanza ai cittadini, attraverso un processo di globalizzazione. Bisogna fare qualche passo indietro. I Comuni devono tornare ad essere il primo riferimento istituzionale dei cittadini ed il primo interprete delle loro istanze. Non potranno mai esserlo i mercati finanziari, con la loro necessità di produrre utili, è solo un’incredibile illusione. I mercati finanziari hanno già quasi distrutto il Paese, l’ultimo tassello è la finanziarizzazione delle Istituzioni.

L’adesione dei Sindaci è subordinata alla condizione, dagli stessi voluta e prevista dal patto di sindacato, sottoscritto anche da AEVV, della distribuzione, annuale, di un dividendo pari al 40% degli utili. È stata istituita una nuova imposta, anche se chiamata in altro modo. Per distribuire dividendi pari al 40% degli utili, bisogna fare utili pari a 100. Le tariffe, il costo del servizio pagato dagli utenti/cittadini, garantiranno gli utili con un ulteriore incremento e prelievo dalle tasche del “pantalone”, del cittadino. Qualcuno sostiene che, grazie ai mercati finanziari, saranno prodotte risorse da utilizzare per i dividendi. Errato, basta esaminare i bilanci degli ultimi dieci anni dell’enfatizzato partner, A2A, che si è “mangiato” circa i 3/4 degli utili realizzati dalle tariffe con i risultati delle operazioni finanziarie e dividendi impossibili.

Una società grande e forte garantisce investimenti sul territorio? A2A, dal 2010, ha fatto investimenti pari al 63% di quanto gli utenti/cittadini hanno pagato, con le bollette, a tale titolo. Il resto è stato utilizzato per ridurre il debito e distribuire dividendi.

Gli investimenti industriali, secondo opinioni espresse dal management, si realizzano attraverso l’acquisizione di aziende. Sarà vero? Le analisi del progetto di fusione fanno sorgere qualche dubbio.

I Sindaci, non sempre, hanno la competenza tecnica per queste valutazioni, è normale, anche considerando la complessità dell’operazione. Il Sindaco di Sondrio confondendo addirittura le competenze delle assemblee delle società e dei Consigli di Amministrazione, lo conferma. Forse non sa, o nessuno glielo ha detto, che sarà ancora lui, in rappresentanza del suo Comune, a deliberare la fusione con gli altri soci di AEVV, non i consigli di amministrazione. È meno normale che si affidi, in modo acritico, a tecnici che, per rapporti professionali, sono più vicini alle esigenze del “partner industriale”.

Ci sono aspetti e criteri, anche di valutazione, che lasciano perplessi e che tralascio, per evitare di essere eccessivamente prolisso, ma che saranno oggetto di altre iniziative in sedi più opportune.

Perché non ci si vuole rendere conto che questa operazione, completamente estranea alla pur denegata globalizzazione, è solo un’operazione di “colonizzazione economica” della Lombardia, grave perché realizzata attraverso servizi pubblici locali con le Istituzioni, forse inconsapevolmente, consenzienti? Perché nessuno solleva dubbi su due operazioni, strane per vari motivi, che consentono ad A2A di avere circa il 40% della nuova società? Perché nessuno eccepisce che, pur non disponendo della maggioranza di voti in assemblea, A2A avrà la maggioranza in Consiglio di Amministrazione, il presidente e l’amministratore delegato, che renderà insignificante la partecipazione degli altri partner.

Le aggregazioni producono un solo effetto, la contrazione della concorrenza e del mercato specialmente in settori, purtroppo, commerciali come la vendita del gas. Un effetto che, io, chiamo controllo del mercato, e aumento delle bollette. Il vero obiettivo dell’operazione è l’eliminazione di competitors efficienti, nel servizio e nelle tariffe, sane, perché producono risultati positivi che dovrebbero rimanere sul territorio e non destinati a coprire l’inefficienza di altri. Questi competitors sono le società lecchesi e valtellinesi che, stranamente, nel progetto sono valutate anche meno delle altre.

Perché il Sindaco di Sondrio, invece di preoccuparsi di globalizzazione e finanza, non si confronta con i propri cittadini anche chiedendosi le ragioni del malcontento e irritazione per la gestione del servizio idrico? Ritiene che i cittadini siano “ignoranti” ed inconsapevoli e, quindi, bisogna guidarli attraverso imposizioni? Questo è il metodo di altri sistemi che comunemente chiamiamo antidemocratici.

Mi scusi il Sindaco di Sondrio, Dott. Alcide Molteni, non è un fatto personale, nemmeno lo conosco, non sono un cittadino valtellinese ma della vicina provincia di Lecco, molto preoccupato per questa operazione che ritengo malaugurata per le nostre due province, in particolare, perché le altre tre, nei fatti, sono già egemonizzate da A2A, ma le sue dichiarazioni mi hanno fornito lo spunto per questo mio commento.

Mi preoccupano le Istituzioni sempre più lontane dalla gente che è stanca e, il 4 marzo, lo ha espresso.


Data: 11/03/2018
 
17/03/2018, 11:46
ANAC boccia l’operazione LGH-A2A

ANAC boccia l’operazione LGH-A2A, e l’operazione Multitutility del Nord?

di Remo Valsecchi 

L’operazione LGH A2A censurata da ANAC, tecnicamente, non è la stessa di quella in corso nella nostra Provincia e altre Province Lombarde. In quel caso infatti si trattava della cessione a titolo oneroso del 51% del capitale di LGH ad A2A verso un corrispettivo pagato ai soci di LGH in parte con denaro ed in parte con azioni di A2A. Nel nostro caso siamo in presenza di una “acquisizione”, da parte di ACSM-AGAM, delle altre società coinvolte mediante fusione per incorporazione e corresponsione ai soci, mediante aumento di capitale, di azioni di ACSM-AGAM.

Le operazioni, apparentemente diverse, sono sostanzialmente simili, entrambe producono il trasferimento delle società.

Non ho ancora approfondito la recente delibera ma avevo avuto occasione di esaminare la comunicazione che la stessa aveva inviato ai soci di LGH e ad A2A oltre un anno fa e le argomentazioni sono le stesse, anche per quanto riportato dai giornali. ANAC rileva l’inottemperanza ad alcuni principi fondamentali che non possono essere superati con la semplice definizione di “partnership industriale”. ANAC precisa che i trasferimenti di beni pubblici, tra i quali sono comprese le partecipazioni delle società, devono, possono, avvenire solo attraverso procedure ad evidenza pubblica (gara) che in quel caso, ma ritengo anche nel caso della Multiutility del Nord, devono essere estese ad operatori europei.

L’ANAC sottolinea, a proposito della gara, “Nulla esclude quindi che in tali mercati possano sussistere operatori con caratteristiche analoghe o anche migliori rispetto a quelle possedute da A2A, che non sembra quindi costituire un unicum”.

ANAC, inoltre, evidenzia che, l’acquisizione senza “gara” di una società, viola le normative relative agli affidamenti, alle concessioni e al codice degli Appalti e le Direttive Europee perché, con l’operazione societaria, vengono aggirate le condizioni previste dalle leggi.

La situazione, quindi, non è la stessa nella forma ma lo è nella sostanza e, quindi, i principi e le regole, cui si riferisce ANAC, non sono stati rispettati.

Da non sottovalutare le conseguenze di un intervento simile da parte di ANAC per l’operazione Multiutility del Nord.

L’art. 2504-quater del codice civile che, riporto testualmente per evitare strumentalizzazioni, recita: 1) Eseguite le iscrizioni dell’atto di fusione a norma del secondo comma dell’articolo 2504, l’invalidità dell’atto di fusione non può essere pronunciata. 2) Resta salvo il diritto al risarcimento del danno eventualmente spettante ai soci o ai terzi danneggiati dalla fusione.

Che cosa significa? ANAC non può essere così tempestiva da intervenire prima del 1° luglio, data in cui ragionevolmente sarà perfezionata l’operazione, e, quindi, da tale data, la stessa non sarà invalidabile. Resterà l’obbligo del risarcimento del danno patito dai soci e da terzi. Da parte di chi? Credo degli amministratori delle società coinvolte, non LRH, ma Lario Reti Gas, Acel Service, AEVV e AEVV Energia e dei Sindaci, assessori, consiglieri comunali e da chi ha consentito o non impedito la realizzazione dell’operazione. Saranno però gli organi preposti a stabilirlo.

In fondo, sembra leggendo i giornali, e ritengo plausibile, che sia quello che sta avvenendo per i soci di LGH con l’invio della delibera anche alla Corte dei Conti che, a seguito dell’entrata in vigore del Decreto Madia, ha esteso la sua giurisdizione per danno erariale anche agli organi di amministrazione e controllo delle società.

I cittadini ne sono esclusi perché sono i danneggiati.

 

 

cristina culanti


Autore dal
18/06/2009