La VALTELLINA tra passato e futuro, turismo e agricoltura

Quando si parla di turismo valtellinese non si può esulare dal discorrere di agricoltura: il territorio è magnificamente coltivato e questo ne esalta la bellezza, senza contare l’importanza dell’enogastronomia. Tradizione ma anche innovazione, con l’arrivo di una nuova coltura, quella dell’ulivo. Ne abbiamo parlato con Benedetto De Campo, agricoltore tiranese, nonché esponente di spicco di Coldiretti ed ex assessore comunale ad Agricoltura e Turismo. 


Data: 12/01/2015
 
05/11/2017, 20:27
Le coltivazioni aumentano!

Coldiretti Lombardia nel 2016 esultava: partita la raccolta dell’olio in Valtellina, il più a nord d’Italia e si parlava di una produzione pari a 400 quintali. Anche il cambiamento climatico ha reso possibile questa nuova frontiera dell’agricoltura eroica di montagna: si produce olio oltre il 46esimo parallelo e Coldiretti non ha mancato di presentare nel suo padiglione a EXPO il caso della produzione dell’olio d’oliva in provincia di Sondrio. Sui magnifici terrazzamenti oltre alla vite l’ulivo cresce rigoglioso: la coltivazione dell’ulivo in provincia di Sondrio è passata da zero a circa 10mila piante su quasi 3mila metri quadrati di terreno. Anche a Tirano aumentano, ultimo quello della famiglia Rinaldi: il terreno è stato bonificato ed è pronto ad accogliere circa 100 piante di ulivo. 

Alcuni anni fa la Fondazione Fojanini era partita con uno studio sugli aspetti tecnici di questa coltivazione a 500 - 600 metri di altitudine e con i cambiamenti climatici era giunta alla conclusione che era consona. «Il progetto iniziale contemplava anche un altro aspetto, ossia quello di recuperare aree dismesse, da vigneto, per esempio - spiega Flavio Bottoni, presidente della Fondazione Fojanini - l’ulivo non richiede grandi impegni e aiuta a mantenere il territorio, al di là degli aspetti economici». Per ora la raccolta viene portata al frantoio di Lenno, sul Lago di Como, ma la Fojanini sta pensando di crearne uno anche in provincia di Sondrio: «Stiamo valutando questa ipotesi - afferma in merito Bottoni - le quantità stanno aumentando e dalle analisi effettuate la qualità dell’olio prodotto in Valtellina risulta essere eccezionale».

Qualità eccezionale, quantitativi che aumentano quindi la necessità di spremerlo nel minor tempo possibile dalla raccolta, per non comprometterne la qualità. La Valtellina si trova tra il distretto Bio della Valposchiavo e quello della Valcamonica, e la coltivazione dell’ulivo è un buon passo verso l’aumento di produzioni bio anche nella valle che sta nel mezzo. Per ora, come attesta Bottoni, la coltivazione dell’ulivo può essere considerata una produzione biologica non ancora certificata.

cristina culanti


Autore dal
18/06/2009

11/05/2015, 15:17
A EXPO gli ulivi valtellinesi

Coldiretti non ha mancato di presentare nel suo padiglione a EXPO 2015 il caso della produzione dell’olio d’oliva in provincia di Sondrio. Sui magnifici terrazzamenti oltre alla vite l’ulivo cresce rigoglioso, oltre il 46esimo parallelo, la frontiera più a nord dell’olio d’oliva. Secondo la Coldiretti, la coltivazione dell’ulivo in provincia di Sondrio è passata da zero a circa 10 mila piante su quasi 30 mila metri quadrati di terreno.

cristina culanti


Autore dal
18/06/2009

19/01/2015, 12:49
passato e futuro?

il Passato è il turismo e il futuro è l’agricoltura? Forse è questa la chiave interpretativa per rilanciare e riposizionare la Valtellina... se poi finiranno i contributi della PAC a sostegno di coltivazioni e di filiere (come qulla del latte, tanto per fare un esenpio) si riuscirà a parlare di "nuova" agricoltura; identitaria, biologica, biodiversa e sostenibile ed a costruire un sistema di accoglienza turistica Green. 
GianMario Folini


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19/01/2015

18/01/2015, 16:39
bene

Mi Piace, ogni tanto una buona notizia in questa Valtellina da sogno e bistrattata
la iena


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16/09/2011

12/01/2015, 18:33
Ulivo, cure, biologico...

Anche la Fondazione Fojanini sta studiando le varietà più consone alla coltivazione in montagna, si parla di una produzione di alta qualità anche se in alcune zone ci sono difficoltà d’irrigazione. De Campo è un cultore del “chilometro zero” e si definisce un bio-clandestino. Un bio-integrato ci sta benissimo anche quando si parla di ulivo”.



cristina culanti


Autore dal
18/06/2009

12/01/2015, 18:01
L’ulivo in Valtellina

Una nuova coltura strettamente collegata al  tema del surriscaldamento globale: il 2014 si è classificato in Italia come il più caldo dal 1880, con una temperatura superiore alla media di 1,45 gradi. (C’è chi sostiene che anticamente l’ulivo era una coltura già in uso in Valtellina)



cristina culanti


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18/06/2009

12/01/2015, 17:58
Prospettive per il futuro

La Coldiretti Lombardia attesta che da zero negli ultimi dieci anni la coltivazione dell’ulivo in Valtellina interessa oggi 30mila metri quadrati di terreno, per un totale di diecimila piante. Le prospettive per il futuro? De Campo crede nei giovani...

 



cristina culanti


Autore dal
18/06/2009