SASL: 1274 interventi nel 2015
SASL: 1274 interventi nel  2015

Il Soccorso Alpino Speleologico Lombardia ha presentato i dati relativi alle attività di soccorso compiute nel corso del 2015 dai tecnici delle quattro Delegazioni alpine che operano in Lombardia: V Bresciana, VI Orobica, VII Valtellina - Valchiavenna e XIX Lariana. Rispetto agli anni precedenti, il 2015 è stato più impegnativo: dagli 879 interventi del 2008 si è passati ai 1274 del 2015.

Quattro Delegazioni alpine che presentano un numero di interventi variabile dovuto a numerosi fattori: dimensioni del territorio presidiato, presenza di punti di interesse per escursionisti, alpinisti o turisti, condizioni climatiche durante l’anno. Su base territoriale, gli interventi sono stati 241 per la V Bresciana, 280 per la VI Orobica, 382 per la VII Valtellina - Valchiavenna, 371 per la XIX Lariana.

Le cause degli interventi sono dovute principalmente a caduta (494), malore (192), perdita di orientamento (91), scivolata (82), incapacità (55) o ritardo (44), precipitazione (42), scontro (28), valanga (16), sfinimento (14), scivolata su neve (13) e caduta sassi (12). Seguono scivolata su ghiaccio, puntura d’insetti, folgorazione, corda doppia, caduta in crepaccio, cedimento appiglio, frana, maltempo, crollo e morso di vipera. Le false chiamate sono state sette. Il numero maggiore di infortuni avviene durante attività quali l’escursionismo (448), sci in pista (162), mountain-bike (58, alpinismo (57), ricerca di funghi (57), durante il lavoro (53) o la residenza in alpeggio (51). Seguono le discipline sportive come parapendio, deltaplano, sci fuori pista, arrampicata sportiva, caccia, surf in pista e fuori pista, sci di fondo, torrentismo, equitazione.


Data: 05/02/2016
 
05/02/2016, 15:53
I dati statistici

“L’elicottero resta il mezzo prevalente, utilizzato da solo in 783 casi, oppure abbinato all’intervento delle squadre territoriali o del Centro operativo in 152 casi, per un totale di 983 mezzi impiegati. Quando l’elicottero non può volare o arrivare sul luogo dell’operazione, si rivela fondamentale e insostituibile la presenza delle squadre territoriali, che raggiungono a piedi le persone da soccorrere, anche nei punti più critici e con qualsiasi condizione meteorologica o ambientale”.

 


cristina culanti


Autore dal
18/06/2009