14/10/2024, 08:45 Timori infondati
La scorsa settimana, Jonni Crosio, figura di Fratelli d’Italia, ha messo in evidenza una questione che suscita non poche apprensioni: quella delle concessioni idroelettriche. A tale riguardo, è intervenuto Ezio Roppolo, coordinatore nazionale del comitato per il grande idroelettrico, per fornire una risposta a queste preoccupazioni. Preoccupazioni queste, rispedite subito al mittente dal comitato per il grande idroelettrico il cui coordinatore nazionale Ezio Roppolo ha invece ribadito per l’ennesima volta come l’indizione di gare per assegnare le concessioni scadute sia la strada giusta e soprattutto come la paura delle multinazionali straniere lasci il tempo che trovi viste anche le gestioni e la situazione attuali. "Sulla base dei propri obiettivi aziendali, molti operatori del settore idroelettrico con le loro associazioni imprenditoriali hanno creato nel tempo una narrazione “anti-concorrenziale” fondata su alcuni elementi di fatto, ma sostanzialmente fake, dedicata unicamente a favorire i propri interessi senza alcun riguardo per quelli degli “stakeholder”. Non vengono tenuti nel minimo conto in questa narrazione gli interessi degli “interlocutori esterni”, in particolare quelli dei territori su cui gravano gli impianti e lo sfruttamento indiscriminato delle risorse (l’acqua), tanto meno il portafoglio della clientela. Tuttavia, maggioranza politica, esponenti di governo e persino rappresentanti a qualsiasi carica eletti da quei territori “abboccano” e a volte addirittura sostengono questa narrazione, forse ingenuamente, di certo senza minimamente approfondire la complessità dello scenario da un lato e dall’altro le semplici esigenze dei pubblici citati ovvero della grande parte dell’elettorato, ne abbiamo esempi recenti in Valtellina, ma in genere in tutte le Regioni. Eppure, non serve Einstein per comprendere che lo spauracchio dello straniero che viene a banchettare a casa nostra non esiste, sia perché una certa fetta della torta se la sono presa da tempo, sia perché il resto della torta alla faccia dei cittadini se la stanno mangiando da un secolo prima i privati, poi lo Stato (Enel), alcune municipalizzate e poi di nuovo i privati, che a volte sono persino più avidi quando di proprietà pubblica. Eppure, basta saper fare di conto per comprendere che la necessità di infinite proroghe delle concessioni è una favola grande come una mongolfiera a fronte della cicciosissima redditività dell’idroelettrico, sia perché gli investimenti sbandierati in ogni occasione sarebbero già realizzati ed ammortizzati da gestioni avvedute nelle innumerevoli proroghe già godute. Eppure, basta spigolare le rassegne stampa per notare che in ogni angolo di Italia le manutenzioni spesso sono superficiali e lasciano spazio a paurose lacune per la sicurezza del lavoro e/o dei territori circostanti gli impianti: magari non siamo alla vigilia di nuovi Gleno o Vajont, ma di sicuro Suviana non è un caso isolato. In conclusione, i comitati locali in tutti i territori montani sono pronti a delineare i reali scenari che rendono opportune e imprescindibili le gare per i rinnovi delle grandi derivazioni idroelettriche purchè la politica e i grandi media fossero davvero disponibili a prendere atto delle realtà e se le amministrazioni si rendessero disponibili a considerare, oltre alle veline degli industriali, anche suggerimenti per la protezione dell’economia, dell’occupazione e dell’ambiente dei territori stessi". |
cristina
 Autore dal 14/05/2009
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