ANAS: lavori di messa in sicurezza nelle gallerie STATALE 38
ANAS: lavori di messa in sicurezza nelle gallerie STATALE 38

Dal 3 al 9 dicembre e dal 23 dicembre al 9 gennaio 2011 i lavori verranno sospesi e la circolazione regolare, ma da lunedì prossimo, 15 novembre, l’Anas ha deciso di chiudere al traffico veicolare le gallerie situate lungo la strada statale 38, per integrare tutti gli  impianti tecnologici al fine di elevare al massimo gli standard di sicurezza per l’utenza stradale.

 

I lavori saranno eseguiti dalla Tunnel Gest S.p.A. alla quale, mediante lo strumento del Project Financing, sono stati affidati in Concessione i lavori di adeguamento degli impianti presenti in tutte le gallerie in gestione al Compartimento Anas della Viabilità per la Lombardia.

 

A partire dalle 10.00 di lunedì, quindi, e fino al 19 novembre, 24 ore su 24, verrà chiusa la galleria “Mondadizza”, la “Tola-Cepina” fino al prossimo 3 dicembre mentre la “Sant’Antonio”, per effettuare un restringimento di carreggiata, mantenendo i due sensi di marcia, sarà chiusa esclusivamente in orario notturno compreso tra le 22.00 e le 6.00, sempre fino al 3 dicembre. 

 

A partire da lunedì 22 novembre, inoltre, sarà necessario interdire totalmente al traffico veicolare la galleria “Bolladore”, fino al prossimo 10 marzo 2011.

 

In tutte le gallerie verranno eseguiti interventi di manutenzione sugli impianti di illuminazione e ventilazione esistenti, mediante la realizzazione di un sistema di illuminazione di riserva in grado di garantire, anche in caso di assenza di alimentazione elettrica, un valore di luminanza adeguato grazie all’ausilio di gruppi di continuità e di gruppi elettrogeni (lavori non effettuati con il precedente appalto i cui lavori sono terminati – nel rispetto del cronoprogramma – lo scorso 26 ottobre)

Nello stesso lasso di tempo, all’interno della galleria “Mondadizza”, verranno effettuati, inoltre, interventi di sistemazione dei giunti di dilatazione del viadotto (oggetto di separato appalto).

 

E’ prevista, infine, la realizzazione di un impianto di evacuazione  in grado di garantire l’identificazione chiara delle vie di fuga e la sostituzione degli attuali ventilatori con impianti più moderni, resistenti al fuoco, totalmente costituiti da acciaio inox.

 

Durante il periodo di chiusura, il traffico veicolare verrà deviato lungo la strada provinciale 27.


Data: 12/11/2010
 
24/11/2010, 12:07
CIOCCARELLI: IL NOSTRO TURISMO È MALATO TERMINALE

di Paolo Cioccarelli

 

Dopo aver scritto alcune delle riflessioni suscitate dal richiamo rivolto agli operatori dal presidente della provincia Massimo Sertori, sono stato contattato da diverse persone, alcuni colleghi, giornalisti e/o conoscenti, tutti a parole hanno condiviso quanto esprimo, alcuni mi hanno invitato a maggiori spiegazioni, altri dandomi ragione la vogliono buttare in politica, altri ancora dimostrano di non aver capito…

E qui casca l’asino, ritengo che il futuro turistico della nostra valle sia stato uno degli argomenti cavallo di battaglia per troppi politici che hanno parlato e riparlato di turismo senza neppure avere la minima conoscenza delle problematiche legate a questo settore.

Questo è un argomento trasversale agli schieramenti politici e così dovrebbe restare.

Ho visto per tanti anni questi mezzi uomini e rossi e neri presentarsi alle fiere e presuntuosamente riempiersi la bocca di concetti tracotanti che sarebbero facilmente svaniti se qualche operatore gli avesse chiesto cosa volevano significare nella pratica quotidiana. Quello che ho scritto l’ho potuto fare perché sono e voglio restare un uomo libero. La differenza tra il sottoscritto e i direttori preposti dalla politica sta nel fatto che a me nessuno da uno stipendio e che il pane e il latte in casa mia non arriva quando non ci sono risultati. Non ho mai fatto parte di questo sistema e non voglio farne parte. Conosco perfettamente la genesi delle scelte e i problemi del nostro comparto. Me ne “strafotto” del posticino senza rischi.  

Quello che ho scritto non vuole essere nient’altro che un invito a smetterla di offendere chi lavora e deve continuare a lavorare solo ed esclusivamente con le proprie forze. Giustamente altri condividendo hanno suggerito maggiore rispetto.

Ho ripetuto al presidente Sertori che oltre a condividere molti concetti da lui espressi volevo ricordargli quanto lavorare nel turismo significa per ogni operatore essere un semplice anello di una catena molto lunga, dove la coerenza delle scelte fatte dalla politica può favorire o compromettere più che in altri settori i risultati. L’ho ricordato perché qualcun altro magari non lo ripete abbastanza. Significherebbe non mettersi in gioco ma mettere in gioco il proprio posticino al caldo…

Inutile definirsi valle turistica e invitare gli operatori ad assumere le responsabilità che a loro competono quando le massime istituzioni del nostro territorio continuano a perpetuare scelte che non solo non hanno nulla a che fare con il turismo ma lo danneggiano e offendono compromettendo il lavoro di chi ancora ci crede.

Abbiamo visto occupare posti chiave per il coordinamento di questo comparto a persone poco qualificate in alcuni casi e in altri addirittura disoneste e siamo stati tutti complicemente zitti poiché abbiamo temuto ci potessero essere chissà quali ripercussioni.

Oggi il nostro turismo è malato terminale e vengono ancora a raccontarci da una parte che basta l’aspirina per curarlo, dall’altra che ci vorrebbero gli aeroporti; ottime idee ma un passo alla volta per piacere.

Forse prima di volare potremmo cominciare a riscaldare un treno che anche questa mattina è andato da Sondrio a Milano freddo e sporco in modo intollerabile. Con un buon treno potrebbe vivere meglio tutta la ns. valle: i nostri turisti essere meglio serviti, i nostri ragazzi frequentare l’università con minori disagi. Tirano ha il suo punto di forza turistico proprio nel trenino rosso la cui manutenzione è fortunatamente affidata agli svizzeri. Basterebbe copiare. 

Ogni settimana nasce un consorzio, ad ogni consorzio spetta un presidente, un vice presidente e tanti consiglieri. Peccato che nessuno abbia mai avuto il coraggio di dire quanto tutte queste realtà non abbiamo portato nulla, assolutamente nulla se non danni in alcuni casi, e l’unico scopo raggiunto sia stato quello di drenare voracemente risorse che se destinate a chi veramente lavora sul campo avrebbero potuto essere molto più utili e feconde.

Ci definiamo una valle turistica e nei tre quarti dei nostri comuni ancora non sappiamo quali sono le regole che differenziano l’edificabilità tra un albergo e un condominio. Nel frattempo i nostri sindaci (quelli minuscoli) continuano a promuovere la trasformazione di vecchi alberghi in favolosi condomini. L’operatore turistico non può competere con l’immobiliarista ma anche questo è un concetto ostico da digerire. Tanti anni fa durante una riunione pubblica sostenevo che costruire un residence o un albergo in Trentino era diverso che in Valtellina: il costo era esattamente della metà grazie alla prima tranche di finanziamenti a fondo perso il resto a tasso zero per secoli e secoli. Mi rispose assessore di turno sostenendo che stavo facendo demagogia e presto tornò ad occuparsi dei budget interessantissimi per le grandi manifestazioni… ciliegina per torte inesistenti. 

I responsabili dei consorzi parlano, tranne pochi, senza conoscere le diverse sfaccettature del linguaggio da usare con il responsabile di un grande CRAL piuttosto che con il tour operator internazionale… Se poi quest’ultimo chiedesse, come fa ovunque, di firmare un contratto per qualche migliaia di presenze nessuno dico nessuno potrebbe farlo perché questo implica responsabilità che nessuno si assume. Povera Valtellina! C’è chi fa e chi continua a sperare nella cabina di regia… altro giro altra corsa. Sulla giostra i nostri illuminati ogni tanto per mascherare la loro totale incapacità chiamano al capezzale del malato un super esperto per tenere una conferenza a questi poveri operatori valtellinesi. Se è straniero ancora meglio, solitamente arriva alla in una sala prestigiosa e super pagato ci insegna che il turista è un “portafoglio su due gambe”, dobbiamo dargli le motivazioni per venire in Valtellina a spendere il suo denaro, per far questo dobbiamo saper tutelare quanto di più prezioso abbiamo: il nostro territorio. Poi qualcuno (solitamente gli stessi che pagano la parcella con soldi del contribuente) gli consigliano di tornare da dove è venuto. Ci valutano ancora immaturi per discorsi di  così alto profilo.

Nessuno vuole ammettere che da noi l’associazionismo tra operatori fino ad oggi è stata una scelta tra disperati e nessuno ha mai voluto rispettare le regole che stanno alla base di ogni associazione, nessuno ci sprona e ci aiuta affinché il nostro prodotto sia in linea con i tempi.

Continuiamo a vantarci della nostra presenza in stand faraonici quanto morti e imbalsamati  presso le fiere di mezzo mondo, peccato che oltre alle luci e alle majorettes non ci siano altri contenuti, offerte in linea con i tempi e corrispondenti a quanto oggi il potenziale turista vorrebbe trovare: non siamo capaci di valorizzare neppure le risorse di cui siamo “ricchi”.

Ci sono iniziative lodevoli che ottengono risultati splendidi e lodevoli per la nostra immagine turistica, sono gestite con testa e cultura l’Accademia del Pizzocchero presieduta dal fantastico Rezio Donchi, l’iniziativa imprenditoriale a cui tolgo tanto di cappello rappresentata da “La Fiorida”, mille altri che lavorano senza il bisogno di chissà quali riconoscimenti. Alla base del loro lavoro c’è grande umiltà e sacrificio. Tanto di cappello appunto!  

Da sole però non bastano, costituiscono anch’esse anelli importanti ma non sono sufficienti per formare la catena di cui abbiamo parlato. Solo questo voglio ricordare alla Politica maiuscola,quella minuscola non mi interessa.

L’ultima delusione consiste nella bocciatura da parte dell’Unesco che avrebbe dovuto promuovere i muri dei nostri vigneti patrimonio dell’umanità.

Non siamo capaci di valorizzare neppure le risorse che abbiamo (forse non ci siamo mai resi conto di quanto madre natura ci ha donato).

Per ora più che patrimonio di tutti sono un debito privato per pochi e anche su questo ci sarebbe molto da dire. Sicuramente non è colpa dei muri e dei nostri Vecchi quello che siamo riusciti a costruire sotto di loro.

Aldilà delle ormai decotte considerazioni sui capannoni e sullo sviluppo urbanistico del nostro territorio resta l’amarezza per danni incalcolabili che lasciamo ai nostri Figli: evidentemente crediamo più interessante un futuro simile a quello degli abitanti di Cinisello Balsamo rispetto a quello di una valle alpina che è orgogliosa della propria storia solo a parole. 

Sondrio sta adottando un piano di governo del territorio che prevede ulteriori “grattacieli” e aumenta il verde in città solo in aree periferiche dove oltre a finti giardini e parchi vedremo un mare di metri quadrati di capannoni tra l’altro di orrende sembianze, e nella maggior parte dei casi vuoti o in locazione.

La nostra politica si è vantata per il titolo riservato a Sondrio di Città Alpina per il 2007 ma vorrei sapere quanti di questi illuminati sono stati ad Innsbruck onorata dello stesso titolo nel 2008 e cosa successivamente è stato fatto affinché questo divario tra le due realtà appaia un po’ meno incolmabile.

Anche in questo caso le risposte sono molto deludenti e il grido di dolore della nostra valle è affidato a poche persone  che come me può convenire additare come incorreggibili eretici idealisti.

 

 

cristina culanti


Autore dal
18/06/2009

22/11/2010, 10:53
PAOLO CIOCCARELLI RISPONDE AL PRESIDENTE SERTORI

(Riceviamo e pubblichiamo la lettera scritta da un imprenditore valtellinese che si occupa di turismo).

Egregio Presidente,
ho letto la sua nota stampa nella quale fa il punto sulla stagione turistica ormai alle porte.
Personalmente condivido che Lei ci richiami a fare ognuno la propria parte.
Mi creda però se affermo che in Valtellina il Pubblico da trent’anni a questa parte non ha mai riconosciuto al turismo la priorità d’attenzione che merita, mai cioè nei fatti il turismo ha ottenuto quel ruolo che a parole tutti hanno sempre sbandierato.
A differenza di altri sono sostenitore che una viabilità migliore consentirebbe a noi valtellinesi una qualità di vita superiore e soprattutto ai nostri turisti un accesso più immediato alle nostre stazioni, ma sono ben altri i problemi che ci rendono poco appetibili nei maggiori e più qualificati mercati dove viene esposta l’offerta turistica.
Il problema vero, ed è difficile ammetterlo, è che di turisti in Valtellina ne sono rimasti pochi e la Valtellina non può più ambire alla definizione di valle turistica.
Per me non può essere definito turista il semplice proprietario di seconda casa che ogni domenica manda in tilt la nostra piccola via di fuga verso la Brianza, la seconda casa è stata l’illusione più pericolosa e devastante a cui anche i nostri amministratori pubblici hanno dato e continuano a dare troppo spazio.
Purtroppo abbiamo distrutto, pubblico e privato in perfetta, colpevole e ignorante sintonia la materia prima fondamentale per poter “fare turismo”: il nostro territorio.
Lo scempio visibile da Colico a Chiuro è sotto gli occhi di tutti e sfortunatamente continuiamo ad insistere nella nostra indifferenza, assistiamo ancora oggi alla creazione di zone industriali in ogni piccolo comune della nostra valle, naturalmente senza i servizi e le infrastrutture necessarie affinche il tutto abbia una logica.
Abbiamo creato recentemente delle rotonde troppo strette che come unico scopo hanno raggiunto il fatto di far venire il mal di mare ai malcapitati nell’unica provincia montana di Lombardia.
In compenso la stagione invernale si apre con collegamenti ferroviari indegni e offensivi per l’immagine e la dignità di una Valtellina anche in questo bistrattata.
Lei caro presidente forse non è a conoscenza che qualora venissero a mancare i turisti mandati da due soli operatori nella stragrande maggioranza delle nostre stazioni turistiche il crollo delle presenze causerebbe il disastro.
Giusto che Lei ci richiami alla ripartizione dei ruoli e delle competenze, sacrosanto che Lei pretenda dal privato il rispetto delle linee guida, ma Le assicuro che ci sono tanti privati che lavorano in trincea per il nostro turismo che non hanno ricevuto dal pubblico nessun supporto nel loro operare.
Questo per la mancanza nella nostra genetica di una cultura turistica tanto auspicata.
Caro presidente, Voi date gli indirizzi e li controllate ma non ditemi che il sistema dei consorzi e degli eventi valtellinesi abbia portato risultati significativi sul fronte della promozione e commercializzazione del nostro prodotto turistico. Questa è una bufala a cui soprattutto dopo gli ultimi tristi tintinnii di manette nessuno crede più.
Nessun coordinamento reale esiste tra importanti settori della nostra economia, penso per esempio a quanto sarebbe bello assistere al reale e naturale matrimonio tra il settore agricolo e quello turistico ma fino ad oggi è utopia parlarne.
Verissimo il suo richiamo a superare l’ombra dei campanili: solo nel momento in cui impareremo a riconoscerci sotto l’unico marchio che ci unisce, il nostro turismo potrà ambire ad obiettivi più importanti. Come le Dolomiti si chiamano Dolomiti, il Trentino si chiama Trentino e la Valtellina si dovrebbe chiamare Valtellina (non più mille comuni, consorzi, comunità, mandamenti ecc ecc…).
Egregio presidente recentemente ho avuto modo di sostenere che in Italia fare turismo è difficile, in Lombardia ancor più difficile e in Valtellina è eroico.
Mi auguro che il pubblico consenta a tutti noi che amiamo questa terra di continuare a credere nei nostri sogni e ci consenta di competere ad armi pari con i nostri amici, colleghi e concorrenti.
Cordialmente
Paolo Cioccarelli

cristina culanti


Autore dal
18/06/2009

15/11/2010, 17:18
PROVINCIA DI SONDRIO, parla il presidente Sertori

In un comunicato stampa diramato dalla Provincia di Sondrio, il presidente Massimo Sertori prende la parola su un tema: COME SI PREPARANO VALTELLINA E VALCHIAVENNA PER ACCOGLIERE I TURISTI? “Viabilità e sinergia pubblico - privato le risposte... 

 

“Una viabilità adeguata e sicura e la condivisione di strategie (dalla promozione ai servizi) dove ogni attore è chiamato a fare la propria parte, tanto il pubblico quanto il privato. Credo, che in sintesi, sia questo il modo migliore per prepararsi a onorare la vocazione della nostra terra: quella turistica. In tale direzione la Provincia, che ho l’onore di presiedere, ha fatto e sta facendo scelte ben precise finalizzate a migliorare l’accessibilità delle valle così come a potenziare il sistema turistico. Sul fronte delle infrastrutture, la Provincia, come tutti sanno e possono verificare, sta lavorando per realizzare una viabilità alternativa più sicura e adeguata.  I lavori per completare il primo tratto del primo lotto della nuova Statale 38 (dal Trivio di Fuentes a Cosio Valtellino) proseguono a ritmo serrato ed è febbrile l’attività per reperire gli ultimi fondi necessari alla realizzazione delle tangenziali di Tirano e di Morbegno. In attesa di quello che sarà il quadro viabilistico futuro, inoltre, la Provincia ha condiviso attivamente una consistente politica di interventi portata avanti da Anas nei mesi scorsi. Nonostante la stagione di crisi e tagli alla spesa pubblica, Anas ha messo a disposizione della viabilità della nostra valle complessivamente ben oltre 16.000.000,00 di euro.   Oltre 2.000.000,00 di euro per il rifacimento del manto stradale della 38, da Morbegno a Tirano, più di 1.000.000,00 di euro per interventi di manutenzione; 13.000.000,00 di euro, invece, sono stati investiti per la messa in sicurezza e la ristrutturazione, portata a termine a fine ottobre, dunque prima dell’inizio della stagione bianca, della galleria S. Antonio lungo la 38 in direzione dell’Alta Valle. Quest’ultimo intervento aveva reso necessario deviare temporaneamente la circolazione lungo la pista bassa della Val Pola. Oggi sono in corso nuovi interventi, sempre nelle gallerie dell’Alta Valle, da parte di Anas - finanziati grazie ad un project financing - che non comporteranno alcuna chiusura, ma la deviazione, limitatamente ai tratti di cantiere, lungo la provinciale, di fatto la vecchia via di transito da e per l’Alta Valle senza alcun disagio per la circolazione. Anche rispetto alla Bassa Valle con i cantieri per il rifacimento dello svincolo di Fuentes per creare l’accesso alla nuova 38, la Provincia ha condiviso con Anas, Prefettura e Provincia di Lecco le modalità d’intervento che  - stando sia ai rilevamenti eseguiti sia all’opinione pubblica  - non stanno creando alcun disagio. Fermo restano che si lavora senza sosta per dare, dopo 30 anni, una viabilità sicura e dignitosa alla provincia di Sondrio, mi sembra altresì positivo constatare che Anas stia comunque investendo, e non poco, perché le attuali infrastrutture possano sostenere al meglio i flussi di traffico, anche di quello legato alla stagione turistica. Credo che sia fuorviante e altamente lesivo per gli interessi stessi della Valle far giungere oltre confine un messaggio che non corrisponde al reale stato delle cose. Rispetto, invece, al turismo nella sua più ampia accezione, credo che sia necessario ribadire che, secondo me, deve essere chiara per il futuro una giusta ripartizione dei ruoli e delle competenze. Il pubblico, quale espressione della volontà dei cittadini e dunque a garanzia dei principi democratici, deve tracciare le linee guida rispetto alle strategie turistiche svolgendo altresì un’attenta azione di controllo e di verifica, mentre al privato spetta l’operatività. In sostanza, il pubblico deve concentrarsi sugli indirizzi e il controllo, i privati devono garantire la gestione. Questa, secondo me, rappresenta una sintesi virtuosa fra le parti e per raggiungere questo obiettivo la Provincia sta lavorando con l’intero comparto turistico. Questo approccio può garantire un coordinamento sempre più valido ed efficace fra i portatori di interesse pubblico e quelli di interesse privato. L’errore commesso in passato da parte del pubblico è stato proprio quello di eccessiva ingerenza in quella che definisco la fase di realizzazione degli indirizzi. Se poi vi fossero linee guida interessanti e valide che giungono dagli operatori, compito dell’amministrazione sarebbe quello di coglierle e sottoporle ad un confronto condiviso fra le parti. Su quello che credo possa essere un approccio vincente pesa però l’ombra dei campanili e non solo fra i diversi comprensori, ma addirittura fra singole società della medesima stazione. Insomma è come se la Valtellina facesse concorrenza a se stessa. I nostri competitori sono le Dolomiti, il Trentino, la Svizzera, a queste realtà - che per altro godono di ben altre risorse economiche - dobbiamo contrapporci con determinazione e unità. Ci sono già state valide risposta alla storica e imperante politica dei localismi segno che tutti gli operatori hanno ben chiari gli obiettivi da raggiungere per lo sviluppo turistico di una terra che non ha nulla da invidiare in termini di attrattive ambientali e di servizi a tante altre e più blasonate realtà”.   

  

Massimo Sertori  

Presidente della Provincia di Sondrio 

 

 

cristina culanti


Autore dal
18/06/2009

15/11/2010, 12:33
Una domanda

Vorrei fare una domanda: come mai in piena stagione invernale, con la ricca offerta dello sport della neve, chiudono l’unica via di accesso all’Alta Valtellina? Non potevano completare i lavori la prossima primavera? Che danni può arrecare una simile situazione al turismo invernale?

Altra cosa: ma se le infrastrutture viarie che ci sono, e la Valtellina ne è già carente, vengono chiuse in alta stagione, che danno può arrecare questo alla stagione invernale? Provincia e Regione stanziano molto per il turismo valtellinese e valchiavennasco, ma a questo punto, penso che ci sia una grande mancanza di programmazione, soldi al vento, verrebbe da dire, visto che poi le strade chiudono. 

 

gianluca berera


Autore dal
04/12/2009

15/11/2010, 12:03
LOGICA ?

A disposizione ci sono 3 soluzioni:

foto 1: strada "Bassa" (strada provinciale 27).

foto 2: strada "Alta" (strada provinciale 27).

Gallerie (strada statale 38).

NON è perciò solo dell'Anas la responsabilità, ma è anche della PROVINCIA.

Cos'ha fatto per i cittadini dell'alta valle?

Ha CHIUSO.

A favore di chi?

Grazie per l'ISOLAMENTO, ce ne ricorderemo.

 


zanzara


Autore dal
11/09/2008

14/11/2010, 17:10
BASTA, SIAMO STUFI !

C’erano 2 soluzioni logiche:

1. Iniziare i lavori nelle GALLERIE alla FINE di quelli sulla strada bassa.

2. Oppure APRIRE la STRADA BASSA a senso doppio.

E invece cosa hanno scelto i nostri condottieri?

La terza via: IL BLOCCO dell’ALTA VALLE.

Dove sono le associazioni di categoria? Commercianti? Artigiani? Albergatori? E i sindaci?

Siete mai stati a vedere il dispiego di mezzi miliardari parcheggiati?

A cosa servono se in vari anni non sono riusciti a tracciare una strada?

Chi paga, e perchè?

Tutto questo fa il paio con la tanto decantata tangenziale di Bormio che doveva essere pronta nel 2011.

Ah già, quando lo dicevano erano in campagna elettorale ...

 

zanzara


Autore dal
11/09/2008