Riceviamo e pubblichiamo integralmente il comunicato diramato dal Comitato coordinamento acqua pubblica della provincia di Sondrio:
“Ci rivolgiamo all’opinione pubblica in generale ma con particolare riguardo ai Sindaci ed ai Consiglieri Provinciali. Nessuno ne parla. Succede che SECAM dovrebbe restituire agli utenti un importo di almeno € 30,00 poiché ha emesso le fatture in ritardo rispetto a quanto previsto dalla carta della qualità dei servizi. In realtà SECAM non lo sta facendo e non vorrebbe proprio farlo. E anche l’Ufficio d’Ambito è orientato a esonerare SECAM da questo obbligo, adducendo che “le cause di mancato rispetto degli standard ...(omissis) per il periodo 01.07.2017 – 31.12.2017 non sono imputabili a S.Ec.Am. Spa ma a impedimenti provocati da terzi” . Ancora una volta sembra che la responsabilità maggiore sia da attribuire ai Sindaci. I Sindaci diranno qualcosa in proposito? La Confconsumatori, (e lei sola!) ha espresso parere contrario mentre altre associazioni in difesa dei consumatori ed associazioni di categoria sono favorevoli a che S.EC.AM. non debba rimborsare nulla. Per quanto ci riguarda siamo fortemente contrari a “condonare” a S.EC.AM. gli indennizzi. Riteniamo che si tratterebbe dell’ennesima ingiustizia che va a danno del consumatore e come comitato non potevamo non renderla pubblica rivolgendo un esplicito invito a Sindaci e Consiglieri Provinciali ad esprimersi in merito.
La deliberazione 39/2018 è pubblicata all’Albo online dell’ Ufficio d’Ambito. Non è invece ancora stato pubblicato il "verbale dell’incontro informativo in data 29 ottobre 2018 con le associazioni di tutela dei consumatori maggiormente rappresentative del territorio provinciale” .
Il Comitato coordinamento acqua pubblica della provincia di Sondrio