CULTURA del TERRITORIO
La storia di Livigno è una storia fatta di lotte: lotte per abitare e governare un territorio montano difficile, aspro, esigente. Livigno non è nata all’improvviso grazie a contributi o ai privilegi. È nata dalla povertà ed è cresciuta grazie al lavoro di chi la abitava e di chi la abita oggi. E non dobbiamo dimenticarlo: ciò che oggi vediamo non è frutto del caso, ma del lavoro quotidiano di una comunità. Molti pensano: “zona extra doganale, Livigno è favorita”. Ma Livigno non dà nulla per scontato. Non si siede dicendo “abbiamo quello che vogliamo, divertiamoci”. Al contrario, continua a lavorare, giorno dopo giorno, per far crescere il territorio. È troppo facile liquidare tutto con “zona franca, quindi favoriti”. Non è così. Se è vero che la crescita di una comunità si fonda sulla cultura di chi l’ha preceduta, allora Livigno e i livignaschi ne sono una prova concreta. Un piccolo esempio, apparentemente banale, ma che banale non è. Una sera ero in giro con un’amica e i nostri bambini: erano le undici, il bar vicino casa era chiuso, così siamo entrate in un albergo. Avrebbero potuto dirci: “Non abbiamo nulla da offrirvi”. Invece il ristoratore ci ha sorriso, ci ha fatto sedere nella sala dei clienti e ha servito il latte ai bambini. Questo è saper fare turismo. Questo è accogliere. Narciso Zini, un caro amico, diceva che non basta avere strutture: deve essere anche la popolazione pronta ad accogliere il turismo. E la popolazione di Livigno è pronta. Ora è tempo di Olimpiadi. E io sono sicura che Livigno ne è all’altezza.
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