HANS REY, LIVIGNO E LA MOUNTAIN BIKE
HANS REY, LIVIGNO E LA MOUNTAIN BIKE

Lui è Hans ‘No Way’ Rey, la  leggenda della mountain bike i il pioniere del freeride, ma è anche il testimonial  di Livigno da sette anni, un consulente e portavoce prezioso.

Il suo concetto di Flow Country ha introdotto alcune nuove tendenze nella scena del “ciclismo” mondiale che ha portato Livigno alla luce della ribalta sulla scena internazionale della mountain bike.  

Una star internazionale della mtb, per alcuni il più famoso del mondo.

Rey, svizzero, è cresciuto in Germania e gli ultimi 25 anni ha vissuto come pro biker in California, a Laguna Beach. Ha viaggiato con la sua mountain bike in più di 70 nazioni, come campione del mondo di trial, Mountain Bike Hall of Fame e pioniere di Freeride. I suoi viaggi di avventura sono stati trasmessi dalle tv di tutto il mondo, incluso il film di freeride “2005 Alta Rezia” con Thomas Frischknecht. E’ apparso sulla copertina di più di 300 riviste di bike e sport. Hans possiede anche una società no-profit, “Wheels 4 Life” che dona biciclette a persone che hanno bisogno di un mezzo di trasporto nel Terzo Mondo.

 

L’Apt di Livigno lo ha intervistato...

Hans, perché sei a Livigno?

Ho sempre avuto una passione per Livigno, vi sono venuto la prima volta con la mia famiglia a 8 anni nel 1974 per una vacanza di trekking. Trent’anni dopo, nel 2004 Fadri Cazin mi ha chiesto di diventare testimonial del progetto Alta Rezia. Ne sono stato subito entusiasta non solo per la mia passione per l’Italia, ma anche perché avevo sentito parlare bene dei percorsi di bike attorno a Livigno. Il progetto Alta Rezia mi sembrava una buona opportunità per portare la mountain bike ad un alto livello e promuovere questa regione nel cuore delle Alpi.

 

Qual è il tuo posto preferito a Livigno?

Questa è una bella domanda. Il mio cuore e la mia anima sono al momento sul percorso Flow Country (tra Mottolino e Camanel); ma anche Madonna delle Rese, perché è il posto dove mi sono fidanzato con mia moglie Carmen.

 

Che cosa rende Livigno così speciale?

Livigno ha un buon terreno e belle montagne, ma la cosa più importante sono le infrastrutture legate al mondo bike. Quando ho iniziato ad andare in mountain bike a Livigno nel 2004, c’erano già dei bellissimi trails, delle cartine per la mountain bike, bike hotels, accesso con telecabine, il Mottolino Bike Park stava iniziando la sua attività e i Campionati del Mondo di Mountain Bike erano programmati per l’anno successivo. Da allora, 7 anni fa, è stato fatto molto per la mountain bike a Livigno. Non è solo un punto di passaggio per i bikers della Transalp (tanti bikers che attraversano le Alpi dal nord al sud passano da Livigno), ora vi sono circa 15 bike hotels, sono stati organizzati diversi eventi legati al mondo bike. Il Bike Park è molto conosciuto in tutto il mondo e molti ciclisti famosi di tutte le discipline vengono ad allenarsi a Livigno grazie alle buonissime condizioni e all’altitudine. Tanti fotografi pubblicano foto su Livigno, le industrie legate alla bike lanciano prodotti, fanno test etc. L’unicità sta nel fatto che c’è qualcosa per ogni tipo di biker. Il mondo della bike è molto vario – non è un mercato facile da soddisfare – in quanto vi sono tante discipline diverse e le persone hanno diversi motivi per andare in bicicletta. Ogni tipo ha le sue necessità.

Sono finiti i tempi in cui i bikers volevano solo percorrere strade bianche o percorsi da trekking, entrambi sono lontani dall’essere ideali. E’ arrivato il momento di migliorare le infrastrutture ed anche i percorsi. La ragione principale per cui i bikers si recano in una regione è per la qualità dei percorsi e l’esperienza vissuta sugli stessi. Questo è anche uno dei miei pensieri riguardante ai percorsi Flow Country.

 

Che cosa è il Flow Country?

Flow Country è la parola per definire alcuni percorsi “scorrevoli”. Flow è una grande parola nel linguaggio della mountain bike e secondo la mia opinione il futuro del nostro sport; ci sono però molti tipi di Flow Trails, da quello vicino all’Alpe Trela, fino ai percorsi freeride al Mottolino, tutti hanno scorrevolezza – mentre uno è più per praticanti del Cross-Country, l’altro è più adatto ai freerider.

Alcune caratteristiche del Flow Country: non sono mai ripidi, mai estremi e pericolosi. Tutti possono percorrerli, dai principianti agli esperti su qualsiasi tipo di bicicletta. Penso che questo tipo di percorso abbia un grande futuro, sempre più mountain biker scoprono il divertimento e la sensazione vissuta nel percorrerli. Ho costruito il primo trail di Flow Country nel mondo con uno dei migliori disegnatori di percorsi e bike park Diddie Schneider nel 2009 a Livigno in collaborazione con APT e Giorgio Zini. Si trattava di un test per mostrare a tutti di cosa si trattasse. Da allora il percorso ha avuto parecchio interesse da parte dei media e nel 2010 Livigno ha ospitato la prima Conferenza Flow Country con costruttori di percorsi da tutta Europa e con IMBA (International Mountain Bike Association) che promuove questo nuovo trend a livello globale.

Il mio obiettivo è di costruire altri percorsi in quanto i mountain bikers li adorano ed in questo modo si risolve anche il conflitto agli amanti del trekking.

 

Che cosa pensi del futuro della mountain bike a Livigno?

Il nostro sport ha molti futuri. Livigno ha la fortuna di trovarsi in prima linea grazie alle iniziative di molti locali e organizzazioni che hanno tutti contribuito al successo. Non possiamo però fermarci – tutte le altre regioni delle Alpi ed anche in pianura stanno realizzando il potenziale che il turismo della mountain bike possiede. Livigno deve continuare a costruire altri percorsi, migliorare le infrastrutture e veicolare l’attenzione organizzando eventi importanti ed interessanti. Tutti questi punti garantiranno il successo di Livigno negli anni a venire, specialmente vedendo crescere la concorrenza di altre regioni, spesso raggiungibili più facilmente in macchina o in aereo.

 

Qual’è la sfida più grande?

Sono troppi quelli che prendono decisioni e gruppi d’interesse. E’ difficile far sì che tutti vadano d’accordo su qualcosa, questo è il motivo per il quale le cose spesso si muovono troppo lentamente o per nulla. Non è una singola idea progetto o evento che porterà Livigno al successo, è una collaborazione di tutti perché siamo tutti nella stessa barca. Sono felice che il progetto Alta Rezia prosegua anche nel 2012, aiuterà a rendere tutta la regione più interessante per i bikers. Livigno beneficerà delle attività ed iniziative nei paesi limitrofi come Bormio, Tirano e St. Moritz. I nostri maggiori competitor non sono nelle immediate vicinanze di Livigno (50 km), tutti devono lavorare assieme e non da soli. Mi trovo spesso a fare da collante tra i vari gruppi d’interesse, come APT, Comune, Mottolino, Carosello, Bike Hotels, negozi Bike, guide Bike, Club di Bike, agenzie PR, Comunità Montana, Valtellina, Alta Rezia, Media e molte persone singole. Stiamo andando nella direzione giusta, guardatevi attorno a Livigno durante l’estate, anche se piove, abbiamo circa 5 volte più bikers di 5 anni fa.


cristina culanti
Data: 13/08/2011