Luca, Amos e il lancio di un pallone sonda
Luca, Amos e il lancio di un pallone sonda

Luca Soltoggio e Amos Rinaldi sono due ragazzi di Tirano che hanno deciso di affrontare una sfida: lanciare un PALLONE SONDA, il 21 giugno. Ce ne parla Luca…

Da cosa è nata la vostra idea?

L’idea è nata un paio di anni fa, leggendo qua e là che esisteva questo tipo di esplorazione. Alcuni ragazzi, in particolar modo americani, avevano lanciato una sonda nella stratosfera (lo strato che dell’atmosfera che parte dai circa 15km di altitudine  ai 50km di altitudine. Lo scopo era quello principalmente di effettuare fotografie "semispaziali".

Vista questa cosa e vista la nostra comune passione per l’elettronica, l’avventura, e la scienza e un po’ di follia che ci accomuna, ci siamo trovati subito d’accordo a buttarci anche noi in questa sfida.

In questi due anni abbiamo fatto un po’ di test, acquisito informazioni, ci siamo confrontati sulle varie possibilità, un po’ ci siamo persi (in particolare io che ero un po’ preso dalla nascita di mia figlia), un po’ ci siamo scontrati con la burocrazia ed alla fine i tempi sono maturati e abbiamo deciso fosse arrivato il momento del lancio.

Come avete fatto ad ottenere l’autorizzazione?

Il primo scoglio da affrontare è stato quello delle autorizzazioni, non tanto perché fosse difficile ottenerle, ma perché è difficile capire a chi bisogna chiederle!

Alla fine, come spesso accade, per caso, un giorno di aprile ho preso la guida telefonica, ho chiamato l’Ente Nazionale dell’Aviazione Civile di Orio al Serio, e neanche a farlo apposta, nel giro di pochi minuti stavo parlando con la persona che si occupava proprio di questa cosa.

Questa persona ci ha dato le indicazioni su come ottenere tutte le autorizzazioni, e così abbiamo fatto subito la richiesta ai 6 enti predisposti (3 civili e 3 militari) e nel giro di un mese abbiamo ottenuto l’autorizzazione necessaria.

Qual è lo scopo di questa "missione"?

Innanzitutto, anche se il lancio di un pallone sonda a 35 km dal suolo non è una cosa difficilissima, ci sono alcune sfide da affrontare, e tali sfide sono quelle che ci hanno incuriosito e ci hanno permesso di approfondire tutto quello che c’è dietro una cosa di questo genere: capire la fisica che sta dietro: a quanto salirà il pallone? quanto pesa l’elio? quanto può sollevare? di quanto si dilata il pallone? quali temperature dovremo affrontare? quale sarà il percorso del nostro pallone? a che velocità salirà? a che velocità scenderà? quanto dovrà essere grande il paracadute?. Per ognuna di queste domande ci sono formule matematiche che determinano con precisione le risposte. Quindi abbiamo dovuto analizzare queste formule, capirle, farle nostre, testarle empiricamente (in questo momento ho un micricontrollore nel freezer che mi trasmette in tempo reale la temperatura), e questi test che giornalmente io e l’Amos stiamo facendo sono una sfida divertente.

Le informazioni che si trovano su internet non sono moltissime, soprattutto in Italia, anche perché mi risulta che ad oggi pochissime gruppi o persone hanno effettuato lanci di questo tipo (a cercare su internet mi parrebbe 2 oltre a noi), quindi noi vorremmo essere un punto di riferimento, pubblicando tutte le fasi del nostro progetto in maniera secondo la filosofia open source e creative commons, cioè che tutti i dati in nostro possesso siano utilizzabili da chiunque, sperando quindi di poter aiutare altri gruppi o persone che vogliano lanciarsi in questa avventura.

Chiaramente noi non siamo una università, quindi non faremo esperimenti particolari, ma la piattaforma in sé, potrà essere usata come strumento per potere effettuare test in condizioni estreme... (Non dimentichiamo che a quelle altitudine la pressione atmosferica è pressoché prossima allo 0, la temperatura vicino ai -50°, e l’ossigeno è praticamente assente), quindi ci limiteremo a verificare l’attendibilità delle previsioni sul percorso, a misurare temperatura e pressione, radiazione solare e accelerazione. Inoltre per avere un feedback visivo, scatteremo delle foto, tramite un sistema computerizzato, che "dovrebbe" darci una visione della nostra valle direi "spaziale"... Per darti un’idea la visione che si può avere è molto simile a quella che aveva Felix, l’uomo che si è lanciato qualche tempo fa col paracadute da 30km di altezza...

Cos’è un pallone sonda?

Il tutto funziona in una maniera abbastanza semplice... Un pallone (tipo i palloncini della fiera, ma molto più grande) viene riempito con circa 3 metri cubi di gas Elio. In questo modo il pallone è in grado di sollevare un payload di circa un kg. Il tutto sale e ovviamente il pallone con il diminuire della pressione atmosferica aumenta di volume, fino a diventare circa 500 volte più grande. Ad un certo punto il pallone scoppierà (questo può avvenire tra i 30 e i 40 km di altitudine a seconda di varie condizioni) e il tutto comincerà a cadere. Il paracadute a questo punto interverrà, contrastando la forza di gravità e portando la velocità di discesa ad una velocità costante. Dietro il pacchetto collegato al pallone ed isolato con il polistirolo, ci saranno un computer di bordo da noi progettato che si occuperà di salvare i dati acquisiti durante la missione (latitudine, longitudine, altitudine, pressione, ecc.) su una  SD Card, una macchina fotografica ed uno smartphone Android che scatterà delle foto e ci inviare via GSM la posizione dopo il lancio e prima del recupero.

Quali gli ostacoli che avete preventivato?

Gli ostacoli possibili sono legati a tutti gli imprevisti che si possono verificare; oltre alle condizioni estreme di cui ti parlavo prima, abbiamo venti fino a 300km/h, poi dobbiamo affidarci completamente al lavoro preventivo senza commettere il minimo errore... Una volta  che il pallone è lanciato, non possiamo più intervenire... Possono scaricarsi le batterie e perdere il segnale GPS, potrebbe bloccarsi il meccanismo che fa le foto, potrebbe essere difettoso il pallone e scoppiare prima, potremmo avere sbagliato i calcoli e trovarci il pallone in cima al picco di una montagna.

In effetti questi lanci di solito vengono effettuati nel deserto o in ampie pianure in cui, bene o male, sai che il recupero in qualche modo lo effettui: noi abbiamo la complicazione delle montagne, che non è da poco. In parte aiutano le previsioni sulla traiettoria, ma sbagliando anche di poco può accadere di finire in un posto inaccessibile. Quest’ultimo ostacolo in particolare, ci ha fatto riflettere e studiare in questi due anni circa la possibilità di "pilotare" il pallone in fase di ritorno.

Per questo l’obiettivo forse più ambizioso dell’intero progetto, è quello di fare in modo che il pacco con l’attrezzatura ritorni autonomamente nel punto di partenza. Il tutto, seppure non semplice, tecnicamente è realizzabilissimo. Si tratta di utilizzare un drone-aliante, in grado di essere guidato tramite satellite verso una planata che lo porti al punto di partenza.

Ovviamente prima di realizzare questo obiettivo finale, dovremmo passare attraverso una serie di passi successivi, di cui quello del 21 giugno è il primo. Dobbiamo analizzare le varie condizioni e capire come tale drone possa comportarsi con quelle condizioni. In particolare uno dei problemi più grossi è la temperatura in quanto le batterie a temperatura così basse si scaricano rapidamente.

Quindi in questo primo lancio, non ci sarà nessun drone, ma i dati raccolti, ci forniranno dati importanti per il conseguimento di questo obiettivo. Ci tengo a precisare che nonostante i droni esistano già sul mercato da tempo, ci risulta che attualmente nessuno abbia realizzato la possibilità di ritorno pilotato da una quota così elevata (o probabilmente nessuno ci ha neanche provato), quindi tale obiettivo potrebbe essere uno stimolo ulteriore per l’esplorazione e la sperimentazione nella stratosfera in maniera (abbastanza) lowcost.

 


cristina culanti
Data: 23/05/2013
 
13/07/2013, 11:38
Missione compiuta!

Raggiunta quota 29.000...

cristina culanti


Autore dal
18/06/2009

26/06/2013, 17:55
E ancora grazie a...

P.S.8: per T.S.A. - l’Elio è davvero più leggero dell’aria

P.S.9: per Riff Bar: grazie per l’ospitalità!!!

cristina culanti


Autore dal
18/06/2009

25/06/2013, 09:48
"Confermiamo che la terra รจ rotonda!"

Sabato 22 Giugno alle ore 15:00 abbiamo lanciato il pallone sonda "Actarus XI" e Lunedì 24 Giugno alle ore 16:10 abbiamo lanciato "Actarus XII".

La prima sonda ci ha fornito tutti i dati tecnici della missione via radio, ma a causa del fatto che è caduta in una zona di blackout GSM, non è stato ancora possibile recuperarla. La seconda sonda, partita da Tirano ed atterrata a Tirano, è stata invece recuperata con successo, fornendoci circa 280 foto, e il video di tutto il percorso. Nei prossimi giorni pubblicheremo tutti i dettagli delle missioni, con foto, video, dati tecnici e quant’altro... Vi chiediamo un po’ di pazienza: dateci qualche giorno di tempo per elaborare il tutto. Nel frattempo vi inviamo un’anteprima con una foto dal titolo "Il Cielo è Azzurro Sopra Tirano" e vi ringraziamo infinitamente per la fiducia che ci avete dato, ricordandovi che il progetto "Actarus" non si ferma qui, ma continua... Il Return To Launch è il nostro obiettivo finale e la nostra priorità. Saluti e grazie a tutti!

Actarus Team (Luca & Amos)

P.S.: confermiamo che la terra è rotonda :-)

P.S.2: per Futura Elettronica: la Action Cam ha funzionato a dovere ed è di ottima qualità

P.S.3: per G.P.E. s.r.l.: le scatole hanno isolato dal freddo alla perfezione

P.S.4: per Viale44: il telefonino ha funzionato correttamente ed è tornato a casa

P.S.5: per Ivan Previsdomini: grazie infinite per le foto, in giornata ti mando le coordinate GPS per il tuo amico con l’elicottero per tentare il recupero di Actarus XIP.

S.6: per Ditta Soltoggio Aldo: grazie per l’aiuto e per l’utilizzo del laboratorio e dei tubi per il gonfiaggio, nonchè per il contributo economico

P.S.7: per Techsys s.a.s. e Rationes s.n.c. - grazie infinite per il contributo in denaro senza il quale avremmo avuto difficoltà nella realizzazione del progetto

Foto scattata sopra i cieli di Tirano (SO) il giorno 24/06/2013 dalla Sonda Actarus XII

cristina culanti


Autore dal
18/06/2009

07/06/2013, 09:28
Conto alla rovescia...

Eccoli nello scatto di Ivan Previsdomini!

cristina culanti


Autore dal
18/06/2009

25/05/2013, 14:43
Arrivano gli sponsor!

anche

T.S.A Sas di Piani Alessandro Jr & C."Valtellina per lo sport - A.S.D." - Tirano

supportano il progetto!!! 

cristina culanti


Autore dal
18/06/2009

23/05/2013, 12:54
Alla ricerca di sponsor!

I Costi?

Ovviamente i costi ci sono, solo il pallone costa sui 200 Euro, poi c’è tutta l’attrezzatura, oltre ovviamente ad ore ed ore di impegno, però pensando ad una cosa del genere anche solo 15 anni fa, era assolutamente inimmaginabile ed improponibile.

(Dimenticavo infatti che un altro obiettivo è dimostrare come l’elettronica e la tecnologia di oggi consumer, sia in gradi di cose grandi ed impensate qualche anno fa - ogni smartphone da 150 euro oggi ha un gps ed una fotocamera digitale integrata ed internet - te la ricordi la prima macchina fotografica digitale o il primo telefonino a colori, o ancora il primo GPS, o ancora forse il primo cellulare proprio!!!)

Per fortuna abbiamo avuto degli sponsor che ci stanno dando una mano... Un’importante rivista di elettronica (probabilmente la più importante in Italia), pubblicherà il nostro progetto e ci ha fornito il materiale elettronico, poi vari sponsors locali che ci hanno fornito materiale o aiuti economici.

Anzi vorrei cogliere l’occasione per ringraziarli questi sponsor, ecco i loro nomi

Techsys s.a.s. di Pozzi G. & C, di Mazzo di Valtellina (SO)

Ivan Previsdomini – Fotografo professionista, di Tirano (SO)

Soltoggio Aldo di Soltoggio Simone, di Tirano (SO)

Futura Elettronica (FuturaShop, Elettronica In), di Gallarate (VA)

Viale 44 - Vodafone One, di Tirano (SO)

Emanuele Balduzzi di Marone (BS), sig. Franco Gennaro dell’ENAC di Bergamo

Rationes s.n.c. di Tirano (SO)

G.P.E s.r.l. - GENERALE POLISTIROLO ESPANSO di SARMATO (PC)

Ovviamente i costi non sono coperti del tutto, e ci serviranno nuovi fondi per i prossimi lanci, siamo quindi se qualcuno volesse contribuire, ben venga. Ovviamente per gli sponsor commerciali, ci sarà la visibilità sul nostro sito, nonché sul pacco lanciato nella stratosfera. Inoltre abbiamo aperta una pagina su un sito di crowfounding per i privati che volessero contribuire economicamente al progetto: tale sito è il seguente: http://igg.me/at/actarus/

Il nostro sito ufficiale è invece:

https://actarusprojectitalia.wordpress/actarus/


cristina culanti


Autore dal
18/06/2009