(Pubblichiamo la dichiarazione del presidente della Provincia di Sondrio Massimo Sertori in merito alla decisione del Consiglio dei Ministri che nel decreto legge di oggi sul riordino degli enti locali ha concesso una deroga alle due province interamente montane d’Italia, Sondrio e Belluno).
“Questa giornata è storica, è stata una lunga battaglia una battaglia che ci ha visti tutti uniti con grande senso di responsabilità. Con spirito di servizio siamo scesi in piazza fra la gente, bombardata da una campagna mediatica incentrata sulla sfiducia nei confronti della politica che si è riversata anche sulle istituzioni - prosegue - abbiamo spiegato alle nostre comunità cosa avrebbe significato la cancellazione della Provincia. La nostra terra sarebbe rimasta senza voce e senza diritti. Non solo, le nostre genti sarebbero rimaste senza servizi e la nostra montagna si sarebbe pian piano spopolata. Oggi abbiamo ottenuto un risultato storico un risultato che ha visto la collaborazione di tutti: dai sindaci, alle forze economiche, dai sindacati, ai consiglieri e assessori, ai politici locali e non solo, senza contare la grande sensibilità e caparbietà dimostrata dai valtellinesi e dai valchiavennaschi che, firmando per salvare la loro Provincia, hanno posto le basi per costruire l’autonomia amministrativa e dunque il futuro di questa Valle.
Se, anche in questo caso, il metodo adottato sarà quello sposato in modo del tutto trasversale e responsabile per salvare la Provincia allora potremo veramente ribadire la nostra unicità anche sotto il profilo istituzionale e amministrativo. Partendo dal basso, ascoltando cosa ne pensa la gente potremo per una volta proporre noi le soluzioni a Roma e a Milano, senza più subire decisioni calate dall’alto. Resta la grande soddisfazione per questa giornata le persone da ringraziare sono davvero tante, a tutte loro, ma in particolare ai valtellinesi e ai valchiavennaschi va la mia riconoscenza. Oggi è un giorno di festa ed è giusto gioire, ma da domani dobbiamo lavorare tutti insieme per capire quanto e in che modo potremmo essere finalmente protagonisti del nostro futuro e quali sono i contenuti del nuovo decreto che di certo comporteranno grandi cambiamenti amministrativi”.