
Una storia che parla di vita contadina e che si può leggere varcando il portone della Casa Tomé. Un museo a Poschiavo che racconta di una famiglia vissuta in questa casa, i Tomé: un padre, una madre e quattro figlie mai sposate, perché la loro mamma le voleva al lavora dentro quella casa dove c’era tutto per vivere, per vivere. Una perla, entrarci è poesia…
“Il passato vive” davvero, con la cucina, le camere e tutti i luoghi necessari per essere autarchici, certo grazie a un duro lavoro, come sosteneva una figlia, Luigia, “L’era ‘na porta vita”, una vita piena di dignità, si può aggiungere.
Qui si riscoprono le tradizioni locali e tutto è rimasto intatto, come l’hanno lasciato loro fino alla morte dell’ultima delle figlie, nel 1990: Luigia vive in quella casa come sempre, in modo ritirato, abbracciando uno stile quasi anacronistico. “Fino a pochi anni fa dicevano che la nostra casa era un po’ una baracca - aveva detto -. Ora mi dicono che la nostra casa è preziosissima così com’è. Non so più a chi credere”.
Casa Tomé adesso è un museo, uno specchio della vita contadina.